Diplomaticamente

10 Ottobre Ott 2012 0000 10 ottobre 2012

SIRIA. L’Italia c’e’

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Il pozzo della crisi siriana si sta facendo ogni giorno piu’ nero mentre la Comunita’ internazionale si trastulla in colpevoli traccheggiamenti e contrapposizioni.
Al Forum del Consiglio d’Europa il Segretario generale dell’ONU non riesce a far di meglio – nella perdurante paralisi del Consiglio di Sicurezza – che agitare lo spettro di una catastrofe suscettibile di destabilizzare l’intera area mediorientale, con esplicito riferimento a Turchia e Libano.
Ormai e’ evidente che senza armi anti-aere e senza l’ombrello di una fly-zone ben difficilmente l’opposizione puo’ prevalere sulle forze armate di Assad. Ma i paesi occidentali – USA in testa – non ne vogliono sapere e per di più chiedono ai paesi del Golfo di non fornire quella tipologia di armi pesanti alle forze di opposizione nel timore che un domani possano essere usate contro Israele.
D’altro canto un’operazione di “estromissione” di Assad da parte della cupola alawita parrebbe ormai fuori tempo massimo, anche se non si puo’ mai dire.
A Ban Ki Moon risponde il nostro Ministro degli Esteri dichiarando perentoriamente che la soluzione della crisi non puo’ che essere “politica” e che gli aiuti al popolo siriano e ai profughi (che ormai superano le 300mila unita’) “… sono le due strade percorse dall’Italia…”. Russia e Washington sono avvisate.

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