Diplomaticamente

27 Ottobre Ott 2012 0000 27 ottobre 2012

Tre eventi

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Questa settimana si chiude, purtroppo, con tre eventi che hanno visto Silvio Berlusconi tornare sotto i riflettori della ribalta. Il primo è stato rappresentato dall’annuncio della sua decisione di non ricandidarsi; il secondo dalla condanna a 4 anni di reclusione e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici inflitta a Berlusconi dal tribunale di Milano per frode fiscale; il terzo dalla sua “ri-discesa in campo” annunciata nel corso di una conferenza stampa con claque tenuta sabato pomeriggio.

Si tratta di tre eventi che appaiono legati da un filo politico sostanzialmente causale.

Forse sperando che questo suo gesto avrebbe indotto i giudici a clemenza – non poteva non sapere che la sentenza era questione di ore – Berlusconi aveva giocato la carta
estrema dell’annuncio della sua rinuncia a ricandidarsi cui peraltro era arrivato alla luce di una banale analisi della situazione politica da cui appariva ineludibile la fine del suo ciclo. Non solo non ha funzionato; Berlusconi si è trovato di fronte all’imprevista
combinazione di una sentenza già corredata dalla motivazione e dunque indicativa della volontà dei giudici di creare le condizioni processuali migliori per evitare la prescrizione. Da qui il terzo passo di sabato. E poco importa che fosse contradditorio con quanto
aveva sostenuto solo poche ore prima.

Questo terzo passo rischia di avere perniciose conseguenze: le più delicate riguardano la tenuta del governo. Berlusconi ha assunto una posizione fortemente critica dell’operato del governo e tale da contraddire la linea di sostegno assicurata finora. Significa questo che Monti dovrà aspettarsi il fuoco amico del PDL in Parlamento d’ora in avanti e a fronte di
parecchi provvedimenti importanti, primo fra tutti il patto di stabilità ma poi anche la legge contro la corruzione e la riforma della magistratura. E poi, Monti sarà ancora disposto a portare avanti l’azione del governo con la prospettiva di essere impallinato
ad ogni piè sospinto?

Le dure prese di posizione nei riguardi della Cancelliera Merkel e della linea politica di austerità dell’Unione europea rischiano di fortemente indebolire Monti nel contesto europeo e internazionale in un momento in cui è invece essenziale in contrario.

La violenza con cui ha stigmatizzato la magistratura rasenta un incitamento populista se non proprio eversivo anti-giustizia e tutto ciò che la rappresenta, dal Consiglio
superiore della magistratura all’ultimo dei sostituti. Assieme a Ghedini è giunto a invocare la separazione anche fisica tra le carriere!

Poi vi sono i possibili contraccolpi all’interno di un PDL in cui le crepe sono ogni giorno più vistose. La posizione di Alfano e dei suoi amici appare messa a rischio a fronte di un evidente ringalluzzimento dell’ala intransigente e aggressiva del partito: quella in cui si riconosce la Santanchè e le altre pasionarie berlusconiane per capirci. Anche le primarie sono state messe sostanzialmente in discussione.

“Resto in campo – ha dichiarato con malcelata rabbia – perchè ritengo doveroso per uno come che ha il consenso di milioni di cittadini dedicare la mia attività a combattere la ….magistratocrazia…..”

Ma il suo intervento è andato ben al di là di questa battaglia e ha preso la forma e i contenuti di un vero e proprio programma politico al cui centro stava lui, Berlusconi, voglioso di essere attore e forse anche protagonista della prossima stagione politica. Al punto di sollecitare pubblicamente la televisione ad invitarlo.

Se non sarà isolato da quella destra europea che pure esiste nel nostro paese, Berlusconi farà ancora molto male all’Italia.

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