Diplomaticamente

3 Dicembre Dic 2014 0957 03 dicembre 2014

Farnesina e dintorni. L'ingombro opaco delle dinastie

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Nell'ultima Nota della Mongolfiera - leggasi Confederazione indipendente sindacati europei e Federazione lavoratori pubblici - non si fanno nomi nè cognomi, ma il riferimento caustico alla dinastia dei Vattani non è sfuggito a nessuno dentro e forse anche fuori del Ministero Affari Esteri. Si comincia con una pennellata inquietante sulla gestione del Circolo degli Esteri, dove i predetti hanno steso una mano benedicente, si fa per dire, da molti, troppi anni. Quindici per l'esattezza.

Ultima ridotta di quella dinastia, si dice nella Nota, dove sembra che i documenti di gestione siano segreti, i verbali inesistenti o inaccessibili; dove tra i membri del Consiglio vi sarebbe anche un condannato in via definitiva (lasciando immaginare di chi si tratti); dove si invoca il Commissariamento di questa Istituzione prima luogo di svago ora immerso in un'atmosfera decadente.

Non poteva mancare, naturalmente, un riferimento all'incarico - 'inopportuno' viene stigmatizzato - affidato al rampollo di cotanta dinastia, di coordinatore per i rapporti bilaterali e mutilaterali tra Europa e Asia.

Insomma, una requisitoria e un appello al rinnovamento e alla liberazione dalle catene di un sistema di potere apparentemente inossidabile che viene ora al pettine di una scadenza importante: il rinnovo delle cariche sociali del Circolo per il quale la dinastia si sta apprestando a rinnovare il suo controllo, diretto e/o indiretto.

Il Ministro Gentiloni e prima ancora la dirigenza del Ministero sono chiamati a gettare un fascio di luce slla situazione denunciata. E a provvedervi di conseguenza. A tutela del prestigio della Farnesina che merita assolutamente di essere preservato e ravvivato.

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