Diplomaticamente

10 Dicembre Dic 2014 1140 10 dicembre 2014

USA. Quando la verità non basta

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Obama scoperchia la pentola ma Guantanamo resta una vergogna

La verità fa male ma bisogna saperla affrontare, ha dichiarato il senatore repubblicano Mc Caine in merito al rapporto sulle pratich di tortura operate dalla C.I.A, reso noto dalla Commissione Intelligence del Senato americano. Parole nobili che rispondono all'immagine di grande paes democratico che gli Stati Uniti si sonop guadagnata nel tempo. Altrettanto nobile lo scatto di ripulsa del Presidente Obama per l'efferatezza di quelle condotte e per l'inganno perpetrato ai danni del popolo americano. Un poco meno nobile risulta l'aggravante della 'inutilità' di tanta crudeltà, quasi che se fosse stata 'utile' ai fini perseguiti dalla C.I.A. - la difesa della vita degli americani - sarebbe stata giustificabile. Logica che in fondo viene addotta anche a giustificazione dell'uso dei droni che tanti 'danni collaterali', cioè vittime innocenti, ha provocato e sta provocando. Ancora meno nobile risulta poi il fatto che nessun appartenente alla C.I.A verrebbe perseguito penalmente per l'orribile sequela di torture denunciate, giacchè solo a questa condizione i Repubblicani avrebbero acconsentito alla pubblicazione del Rapporto. Per non parlare della mancata celebrazione dei processi a carico dei detenuti di Guantanamo dopo tanti anni e del fatto che sarebbe stata rilevata l'estraneità all'attentato dell'11 settembre di almeno uno su cinque.


Insomma, solo un grande paese democratico ha la forza di scoperchiare anche le pentole più mefitiche della sua vita, ma non è detto che in nome di questa bandera si possa anche solo adombrare la logica de 'il fine giustifica i mezzi' e della verità sui reati retribuita con l'impunità assicurata a chi li ha commessi. Circostanza quest'ultima con cui anche il nostro paese ha dovuto fare i conti

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