Diplomaticamente

8 Gennaio Gen 2015 1030 08 gennaio 2015

Parigi non vale uno scontro di civiltà

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ho trascorso diversi anni in paesi arabi e non posso non esprimere un parere sulla tragedia di Parigi. Si è trattato, per l'appunto di una tragedia compiuta da degli assassini che debbono essere cattuati e assicurati alla giustizia; assassini militarmente addestrati e non kamikaze. Assassini che l'intelligence francese sembra conoscesse e che ha mancato di tenere sotto controllo, fatto tanto più grave i quanto erano tornati dalla Siria dove pare avessero combattutto tra le fila dello Stato islamico. Questi assassini, nati e vissuti in Francia, sono di fede islamica. Sono rappresentativi dell'islam? Direi proprio di no visto che nel mondo vive oltre un miliardo di persone di fede islamica che non vanno in giro ad ammazzare loro simili. Però sono islamici, si risponde. E' vero, dico io, sono islamici che portano in sè un odio profondo nei confronti di ciò che ai loro occhi rappresenta un nemico, da colpire e abbattere. Per quale ragione? Questa è la prima domanda che ritengo dobbiamo farci, non per giustificare l'ingiustificabile, ma per capire e tentare di contrastare in maniera efficace e sostenibile. Da dove viene questo odio? Da quella rabbia musulmana raccontata da B.Lewis e alimentatasi in questi ultimi anni? Nasce dalla nostra politica di accoglienza e di pace? Nasce dall'humus della convivenza che l'Occidente ha praticato e sta praticando? Perchè il terrorismo è cresciuto nel mondo dopo gli oltre 11 anni di guerra condotta sulle ceneri dell'orrenda strage delle Torri gemelle? Siamo stati troppo generosi e abbiamo esportato un modello culturale troppo accattivante per essere accolto?

Forse i movimenti anti-immigrati, soprattutto s e islamici, che si stanno diffondendo in Europa facilitano l'incontro con questa realtà cultural-religiosa certamente molto diversa dalla nostra?

Penso alle nostre scuole che oggi e nei prossimi giorni vedranno il ritrovarsi nelle stesse classi di bambini e giovani di religione diversa e, tra questi, di islamici. Che cosa diranno gli insegnanti?

Quanto alla difesa dell libertà di stampa, siamo proprio sicuri che non vi debba essere una soglia oltre la quale si dovrebbe parlare di offesa e di diffamazione o più semplicemente di mancanza di rispetto? Non dimentichiamo che l'irrisione è una delle fonti più fertili di rabbia, fra le persone di tutte le età.

Penso in buona sostanza che la giustizia debba essere implacabile di fronte all'omicidio e alla strage, ma che nello stesso tempo dobbiamo porci tante domande e cercare di rispondere con sincerità d'animo, ricordando, tra le tante cose, i semi di risentimenti che abbiamo sparso per il mondo all'insegna del nostro occidentalismo. E se è vero che siamo 'superiori' come qualche finto giornalista nostrano ha sostenuto, dimostriamolo attraverso condotte politicamente e culturalmente 'superiori' sfidando su questo terreno più alto - aperto, accogliente, pacifico, comprensivo, etc. - chi vive una realtà cultural-religiosa diversa, compresa quella islamica. A meno che non si sia alla ricerca di motivazioni per un rovinoso scontro di civiltà.

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