Diplomaticamente

16 Gennaio Gen 2015 1025 16 gennaio 2015

La razionalità disumana della non trattativa

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E' facile dire che non si tratta con i rapitori. Neppure con i terroristi che ricorrono al sequesto per finanziarsi. E' frutto di una razionalità che ha del disumano e che risponde alla logica del male minore, giacchè pagare significa alimentare una potenziale spirale di rapimenti...e di morti.

Penso che prima di dirlo e pensarlo ciascuno di noi dovrebbe chiedersi: che cosa farei io se lapersona a me più cara venisse rapita? Soprattutto con chi sappiamo essere pronto ad uccidere perchè incutere terrore è il suo obiettivo. E metterlo per iscritto, a futura memoria. E sollecitare eventualmente riservati (anzi, riservatissimi) sondaggi d'opinione: è doveroso conoscere l'orientamento di una nazione a conforto o meno di decisioni tanto delicate.

Penso pure che nessuno dovrebbe andare ad esportare la propria generosità senza aver prima definire col proprio Stato - e con chi per esso - condizioni e modalità di esercizio di tale generosità, individualmente e/o per il tramite dell'organizzazione di appartenenza.

Non è accettabile pretendere di fare ciò che si ritiene 'giusto' anche contro le indicazioni degli organi di sicurezza nazionali e poi invocarne l'intervento, magari mettendo a repentaglio altre vite umane, se le cose si mettono al peggio.

Penso poi che questi servizi di sicurezza dovrebbero/potrebbero accompagnare le loro trattative, come penso facciano, con l'acquisizione di informazioni suscettibili di porre nel loro mirino a cose fatte i terroristi-rapitori. E dovremmo contare sul fatto che, in aree di emergenza e dunque anche di impegno umanitario da parte di nostre organizzazioni, gli stessi servizi stendano preventive reti di presenze in grado di auscultare il terreno e prendere le misure dei potenziali rischi.

Dobbiamo comunque essere tutti contenti del fatto che due vite umane sono state risparmiate al boia di turno.

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