Diplomaticamente

20 Marzo Mar 2015 1300 20 marzo 2015

LIBIA CHI BOICOTTA IL NEGOZIATO

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Nei giorni scorsi avevo sostenuto che tra i rischi che incombevano sugli sforzi in atto per portare al tavolo negoziale le due principali formazioni che si contendono il governo del paese, forse il più insidioso era quello rappresentato dall'agenda del discusso generale Haftar, divenuto Capo delle forze armate del governo di Tobruk riconosciuto internazionalmente. Avevo ricevuto critiche anche molto pesanti da parte di quanti sostenevano, e sostengono, la linea di condotta del nuovo Ras egiziano, Al Sisi, il grande alleato di Haftar e protagonista della sua guerra 'personale' contro la Fratellanza musulmana, in patria e quel che è peggio, all'estero piattamente equiparata ai gruppi terroristici che infestano la regione. E' Ciò che da tempo avviene in Libia nel generale silenzio - e di fatto acquiescenza - di parecchi parter regionali e internazionali: anche il nostro governo si è mostrato molto sensibile a questo novello erede di Mubarak.

Adesso, finalmente, è arrivata la condanna da parte della Missione delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil), riferita in particolare all'attacco del 19 marzo contro l’aeroporto Mitiga di Tripoli. “L’attacco – si dichiara – rischia di scatenare un’escalation tale da minacciare il buon esito del processo di dialogo politico in una fase decisiva”.

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