Diplomaticamente

29 Giugno Giu 2015 1038 29 giugno 2015

Renzi, urge risveglio

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debbo confessare che i sondaggi di Pagnoncelli sul gradimento dei nostri politici mi hanno allarmato e intristito. Ci troviamo ad affrontare le sfide poste da almeno tre criticità di forte rilievo - come la Grexit, la pressione migratoria, la minaccia terroristica - che richiederebbero personalità di grande visione europea e internazionale. Scopriamo invece che un personaggio come Salvini raggiunge un livelllo di consenso pari a quello di Renzi. Mi si dirà che il nostro Presidente del Consiglio non ha brillato per capacità di crearsi alleanze in seno all'Unione, che l'ottica con cui guarda al Mediterraneo è piuttosto incerta e inquinata da opacità strumentali, che la sua gestione dell'emergenza migratoria sta lasciando a desiderare, che vi è ben altro che un Capo del governo potrebbe e dovrebbe dire di fronte al'esplosione degli attentati terroristici della settimana scorsa. Ma con tutti gli addebiti che gli si possono muovere, è difficile deglutire il rospo di questa parificazione del consenso. Penso infatti che Salvini sia pericoloso nel suo mescolare valutazioni di buon senso con indicazioni di rotta che porterebbero decisamente al disastro e che la sua abilità retorica, nasconda agli occhi di molti il veleno di cui è intrisa la sua 'narrazione'. E il grande comunicatore Renzi non riesce a illuminarla adeguatamente e a rendere gli italiani avvertiti del rischio che Salvini rappresenta per il paese. Grillo dice cose molto discutibili ma trasmette una voglia di pulizia politica che il governo dovrebbe fare propria, nei fatti e non con le parole, come per lo più sta succedendo. Insomma Renzi deve darsi una mossa se vuole evitare di apparire inadeguato alla bisogna e di lasciare andare l'opinione pubblica del paese verso un orizzonte di disaffezione e di sbandamento masochistico.

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