Diplomaticamente

1 Luglio Lug 2015 1849 01 luglio 2015

Egitto : chi semina vento raccoglie tempesta

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Chi semina vento raccoglie tempesta.

Nel 2013 l’allora Capo delle forze armate Al Sisi, oggi Presidente della Repubblica, abbattè il legittimo Presidente della Repubblica Morsi con uno spietato colpo di Stato militare e inaugurò una stagione di sanguinosa repressione della Fratellanza musulmana – ostracizzata come organizzazione terrorista - e di stroncatura di qualsiasi forma di protesta popolare, anche da parte di quanti ne avevano sponsorizzato l’ascesa al vertice del paese. Era facile prevedere che con questi metodi autoritari, per usare un eufemismo, si sarebbe cucinato un brodo di coltura estremizzante tanto più pernicioso in quanto più condito in un ambiente avvelenato da robusti principi attivi di carattere settario. E avrebbe alimentato crescente disaffezione soprattutto nella gioventù dei primi tempi della primavera egiziana che nulla aveva a che fare con la Fratellanza musulmana. Ed era ugualmente prevedibile che si sarebbe lastricato la strada della sua presidenza con una crescente instabilità politico-sociale. Aggiungiamo a ciò la mese di condanne a morte tra le quali anche quella che pende sul capo del destituito Presidente Morsi e il rinfocolamento dei nuclei terroristici del Sinai. Non c’è realmente da stupirsi degli ormai quotidiani attacchi terroristici in tutto il paese e, adesso, in questi ultimi giorni e ore, dell’assassinio del Procuratore generale Hisham Barakat, responsabile di tante condanne assolutamente discutibili e degli oltre 50 militari uccisi, e altrettanti feriti, a seguito dell’attacco a sei posti di blocco condotti in contemporanea nel Sinai.

Questo signore - che tra l’altro sta conducendo la sua guerra personale alla Fratellanza anche in Libia dietro lo schermo della guerra all’ISIS locale – non brilla per lungimiranza. Non dovrebbe quindi essere corteggiato come garante della stabilità nel Mediterraneo come ha fatto anche il nostro governo. e dovrebbe essere quantomeno “consigliato” di astenersi dall’ intralciare il tentativo di formare un governo di unità nazionale in Libia da parte del Rappresentante del Segretario generale dell’ONU Bernardino Leon.

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