Diplomaticamente

18 Luglio Lug 2015 1106 18 luglio 2015

Ribelliamoci alla xenofobia, al razzismo e all'insofferenza dell'

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Stigmatizziamo la Cancelliera Merkel perchè è dura con la Grecia e fa piangere una piccola palestinese e poi diamo esempi volgari di razzismo e xenofobia da Roma a Treviso, da Piacenza a Livorno. E poi facciamo apparire Salvini in televisione e alla radio come la star del momento, intervistandolo ad ogni ora del giorno e della notte.

Quasi che il razzismo e la xenofobia politicamente utile debba far parte della nostra dieta quotidiana! Povera Italia che sembra incapace di avere accanto alla sua porta di casa gruppi di qualche decina di 'altri', di 'diversi'; e poco importa che abbiano fame e fuggano la guerra, tra l'altro anche per nostre responsabilità passate e presenti.

Forse i Prefetti hanno sbagliato nel non 'preparare' opportunamente quelle cittadinanze all'arrivo di queste persone, ma mi chiedo se occorra davvero una 'preparazione sociale' per dimostrare un pò di umanità. E non posso non chiedermi di che cosa abbiamo davvero paura.

Che sporchino? Che violentino le nostre donne? Che rubino?

La storia della criminalità nel nostro paese dimostra il contrario, ma chi dovrebbe dirlo tace o lo dice a mezza bocca.

Temiamo che il Veneto venga africanizzato? Chi ha pronunciato questa frase dovrebbe essere sommerso dall'indignazione popolare, non guadagnare consensi.

Forze senza scrupoli stanno provocando violenze sociali inaudite e inammissibili e molti, troppi giornali e radio e televisioni che fanno?

Cercano il commento di responsabili politici che sono la eco di quelle forze se non addirittura i loro padrini ideologici. Eclatante il caso di Roma dove la parte politica che si riconosce in Alemanno dovrebbe solo recitare il mea culpa per il disastro colposo e doloso della sua amministrazione capitolina.

In Italia tira una brutta aria, anzi un'aria mefitica, pericolosa. che deve essere contrastata. Dal Presidente del Consiglio in primo luogo e poi dal Ministro dell'Interno e da quello della Giustizia, dal governo insomma. E poi dai Presidenti di Regione e di Provincia e dai Sindaci. Ma temo che invece, per ragioni meramente elettorali, molti di loro stiano dando prova di una timidezza che non fa loro onore.

Si suggerisce: portiamolo nella caserme, ciò che detto in chiaro significa decretarne l'isolamento sociale, quasi fossero degli appestati.

Si dice che non è possibile impegnarli in alcun lavoro, neppure in quelli socialmente utili: ebbene, invece di obbligarli a ciondolare dalla mattina alla sera, con ciò che di male ne può derivare, che si predisponga un decreto legge che superi questa difficoltà, d'intesa se ancora possibile, con le forze sindacali.

E si dica una volta per tutte la verità sulle condizioni di accoglienza effettivamente garantite a questi migranti/profughi/ extracomunitari. A queste 'persone' in stato di bisogno che forse vorrebbero solo poter trovare sufficienti ragioni di vita sociale. Gli scogli di Ventimiglia condannano la Francia, senz'altro; ma non assolvono l'Italia.

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