Diplomaticamente

7 Settembre Set 2015 1013 07 settembre 2015

Cancelliera Merkel faccio ammenda, ma non troppo

  • ...

Debbo fare pubblica ammenda.

Avevo giudicato la decisione della Cancelliera Angela Merkel un forte atto politico, certamente positivo e da apprezzare in termini umanitari, ma discriminante e comunque da abbinare a mio giudizio al desiderio di compensare un consistente deficit di simpatia, almeno in Europa, e all'aspirazione di dare alla Germania un credito internazionale sufficiente ad assicurarle il ruolo di partner ineludibile nella trattazione politico-diplomatica delle crisi medio orientali. Insomma una estensione a tutta l’area del formato 5+1 (membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite + la Germania per l’appunto) usato per il negoziato sul nucleare iraniano.

Faccio ammenda perché ho sottovalutato il credito morale – qualcuno ha addirittura parlato di supremazia morale - che questa sua decisione le ha fatto giustamente guadagnare nel contesto di un’Europa avvelenata dagli egoismi e paralizzata da un sistema intergovernativo destinato fatalmente a trovare risposte al ribasso. E ad accettare fra i suoi membri l'Ungheria di Orban e sodali dell'est Europa.

Faccio ammenda, ma mi chiedo la ragione per la quale la festosa e amichevole accoglienza dei rifugiati in terra tedesca e austriaca abbia meritato maggiore riconoscimento europeo e internazionale dell’azione di salvataggio in mare e di trasferimento sulla terraferma che da anni, e soprattutto in questi ultimi mesi, la nostra gente, ora assieme ad altri europei, sta svolgendo con una straordinaria abnegazione, immensa fatica e vera fraternità.

Mi chiedo allo stesso tempo la ragione per la quale nello stesso tempo la Cancelliera tedesca abbia ampliato il numero dei paesi dai quali non possono arrivare migranti-rifugiati ma solo migranti economici e dunque ri-spedibili a casa loro.

D’accordo, la Cancelliera non è Papa Francesco (che non fa questa distinzione) ma se è vero spirito umanitario quello che l‘ha spinta ad aprire la porta ai siriani risulta difficile non vedere in quest’approccio che associa la fame ad una condizione di illegittimità, una contraddizione.

Resta poi pur sempre il quesito di fondo: perché solo i siriani? che male le hanno fatto gli afghani o gli Eritrei, giusto per fare qualche esempio?

Se la risposta è che i siriani sono più facilmente integrabili perché più preparati e forse anche meno bisognosi, allora quel credito di generosità esemplare torna ancor più in discussione. Tanto più che, dopo lo stanziamento di 6 miliardi di euro per la bisogna, Berlino ha ben messo in chiaro l’eccezionalità e dunque la provvisorietà della misura adottata.

Qualcuno mi ha fatto osservare che intanto la Merkel il gesto lo ha fatto, ha gettato il sasso dell’accoglienza nello stagno delle miopi convenienze. E’ vero e per questo faccio ammenda e spero che il suo gesto produca un effetto sostanziale sul Vertice del 14, segnando una svolta di portata strategica nella politica migratoria europea. Lo vedremo.

Nell'attesa resto della convinzione, sinceramente ammirato, che si sia trattato, e si tratti, di un magistrale gesto politico.

Correlati