Diplomaticamente

7 Gennaio Gen 2016 1045 07 gennaio 2016

La Libia sull'orlo del precipizio

  • ...

siamo disperati e non siamo in grado di contrastare la deliberata distruzione delle installazioni petrolifere di Es-Sider e Ras Lanuf (Ovest di Tripoli, tra Sirte e Brega)!. Con questo S.O.S. della Compagnia nazionale del petrolio, il web, e dunque il mondo, è stato allertato sul nuovo attacco sferrato dall'ISIS all'inizio della settimana con l'obiettivo di mettere le mani anche su quell'area ricca di pozzi e di una delle principali reti di distribuzione del petrolio, con una capacità di circa 500mila barili al giorno. Era prevedibile? Certo e, non casualmente, l'avevamo previsto. Ed è assai temibile, sia per l'importanza strategica dell'area, sia perchè l'ISIS libico non si fermerà se non sarà contrastato adeguatamente come non lo è stato finora se è riuscito a prendere il controllo, a tutt'oggi, di oltre 300 Km. di costa. Il prossimo bersaglio potrebbe - e anzi sarà - ad est, con i terminali petroliferi di Brega e Zuetitina e i pozzi Amal e Naafora che rappresentavano illo tempore i due terzi della produzione libica.

Il generale Haftar, comandante in capo delle forze armate di Tobruk, le uniche considerate legittime tuona minaccioso, ma in realtà è rimasto imbracato nelle sue stesse ambigue velleità anti-tripolitane. E gli accordi marocchni sulla formazione del governo di unità nazionale benedetti anche dalle Nazioni Unite?

Manca ormai poco alla scadenza dei 30 giorni fissati proprio dalla Risoluzione votata all'unanimità del Consiglio di sicurezza per dare corpo al nuovo esecutivo, ma, come dice il proverbio, tra i due litiganti il terzo gode (purtroppo). Il rischio, come è facile comprendere è che ci si arrivi troppo tardi come è avvenuto del resto in Siria e in Iraq; anzi peggio, perchè chi dovesse avere le chiavi dei pozzi e della rete di distribuzione - e di export - avrebbe in mano il paese e potrebbe sfruttare a piene mani litigiosità e disponibilità libica a saltare sul carro del vincitore. Si impone un nuovo, forte monito della Comunità internazionale con un'Italia veramente capofila, non per vanità ma per necessità

Correlati