Diplomaticamente

8 Gennaio Gen 2016 2326 08 gennaio 2016

GRUBER SGARBI COPPIA IMPROVVIDA

  • ...

E’ commercialmente comprensibile che un’emittente televisiva, soprattutto se privata, si preoccupi del tasso di ascolto dei suoi programmi. Ma inseguire un'audience legata a una conclamata serie di comportamenti censurabili mi infastidisce molto anche sotto il profilo commerciale, per non tirare in ballo l'aspetto culturale e politico. Ieri sera ho seguito la trasmissione 8 e mezzo condotto da Lilli Gruber. Il tema centrale era costituito da quella orrenda e ancora tutta da chiarire vicenda delle decine e decine di donne disturbate, molestate, toccate, derubate, ferite a Colonia. Con il correlato e inevitabile tema dell’integrazione dei musulmani nelle nostre civiltà. Tema nevralgico in questo momento in cui la paura e la tentazione del massimalismo è dietro l’angolo; anzi lo ha già svoltato, l’angolo.

Ebbene, il primo dei tre ospiti presenti ad essere intervistato - gli altri essendo Padellaro e Floris - è stato Vittorio Sgarbi, il tuttologo delle reti televisive italiane che ha fatto, furbescamente, dell’improperio e della volgarità lo strumento cardine del suo personaggio televisivo; assieme al narcisistico riferimento al suo ruolo maschio e al continuo gesto d’amore verso il suo ciuffo argenteo. Nel prepararmi ad ascoltare il suo verbo, mi sono chiesto che cosa ci facesse in quel contesto questo personaggio tornato alla ribalta per aver fatto svegliare un sindaco, a mezzanotte, usando la batteria del Viminale, un servizio pubblico di emergenza per le vere emergenze, perché voleva farsi aprire il museo cittadino; questo personaggio ritornato sotto i riflettori per aver dato in escandescenze all’ospedale dove era stato ricoverato e fortunatamente salvato. E la risposta è venuta subito e prepotentemente, in linea con uno dei più vieti e negativi luoghi comuni in materia: la non integrabilità dei musulmani nel “superiore” Occidente. Per non parlare della donna islamica, lui che in tema di donne si ritiene disinvoltamente maestro di pensiero e di pratica. Lo ha fatto con l’abilità che gli è caratteristica, evitando il tema fondamentale della convivenza, strizzando l'occhio all'ateismo e inserendo questo messaggio all’interno di riflessioni accattivanti – il personaggio è abile e sa pattinare - ma la sostanza è stata quella. Aggravata dal fatto che gli altri ospiti, non hanno voluto/saputo argomentarne la perniciosa pochezza.

Penso che non ci sia proprio bisogno di Sgarbi per ricevere questo messaggio, soprattutto in questo momento tanto delicato. anche se paga commercialmente. Penso pure che la responsabilità principale stia in capo a chi lo invita.

Correlati