Diplomaticamente

10 Aprile Apr 2016 1846 10 aprile 2016

Salvini umilia se stesso e offende l'Italia

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Salvini è tornato ad offendere il Presidente della Repubblica che nel fare un omaggio al nostro vino e più in generale al nostro export si era permesso di dire - udite udite - che '..il destino dell'Italia è legato al superamento delle frontiere e non al loro ripristino..' Lo ha fatto da par suo, da simbolo vivente di eleganza e raffinatezza con queste parole: '...come dire avanti tutti, in Italia può entrare chiunque....se lo ha detto da sobrio, un solo commento: complice e venduto'.

Complice di chi?

Venduto a chi?

Ma come si è permesso questo screanzato di chiosare in questo modo il nostro Capo dello Stato?

Come non ravvisarvi gli estremi del reato di vilipendio?

E male ha fatto il Quirinale a rispondere in un modo che tradiva la volontà di 'correre ai ripari..' quando si è voluto precisare che il Presidente della Repubblica si riferiva esclusivamente alle esportazioni dei prodotto (al vino in particolare).

Male perchè non c'era e non c'è njulla da corregegre rispetto ad un concetto tanto serio e responsabile quanto banale e cioè che il processo di globalizzazione trova nell'Italia dell'export un'opportunità e una sfida che occore affrontare con determinazione e competenze e non con conati di nostalgica e perdente autarchia. Come stanno facendo il nostro ceto industriale ed agricolo e dei servizi.

ciò detto, penso che le signore e i signori che governano il mercato dell'informazione, scritta, orale e visiva, si rendano conto che il tempo è scaduto e che è ora di smetterla fare tanta pubblicità a Salvini e alle sue esternazioni.

Non è più ammissibili che ad ogni piè sospinto, di giorno e di notte stampa, radio e televisione si lascino macchiare dalla sua presenza e dalle sue parole. Non c'è punto di share o copia venduta in più che possa giustificare l'ossessiva comparizione di questo personaggio.

A Salvini non lo si può chiedere, ma agli editori e collaboratori sì. Che si facciano un attento esame di coscienza politico ed etico. Non per censurare, per carità, ma per evitare di disputarselo come fosse ciò che Salvini di certo non è.

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