Diplomaticamente

18 Agosto Ago 2016 1642 18 agosto 2016

BURKINI SI' O BURKINI NO?

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Burkini sì o Burkini no?
Ho letto tante opinioni sulla presa di posizione del primo ministro Valls che ha definito l’uso del burkini 'espressione di un'ideologia basata sull'asservimento della donna' e dunque “incompatibile con i valori della Francia e della Repubblica”. E desidero dire anche la mia.
Si può comprendere che Valls rappresenti la quintessenza di una Francia traumatizzata dai sanguinari attacchi terroristici di cui è stata fatta bersaglio.
Si può comprendere che proprio a causa della criticità del momento si appelli in maniera esasperata alla bandiera della laicità.
Ma faccio fatica a comprendere che il trauma abbia indotto lui, capo del governo, a ignorare che nella bandiera francese sono scolpiti i valori della libertà, della uguaglianza e della fraternità, valori la cui combinazione dovrebbero indurre a stare attenti ad avallare equazioni massimalistiche quale quella tra il burkini e il fatto che esso sia rappresentativo di un’ideologia basata sull’asservimento della donna. Tanto più in un momento nel quale respiriamo a pieni polmoni il vento mefitico dei populismi xenofobi e islamofobi che puntano a criminalizzare l’islam e a propagandarne una sostanziale assimilazione con il terrorismo.
Faccio soprattutto fatica a capire la ragione per la quale Valls non si sia reso conto del fatto che con la sua 'condanna' ha spinto e spingerà tante donne islamiche a dover rinunciare ad andare in spiaggia, a essere costrette a restare a casa per evitare i rigori della legge, e soprattutto quelli del. marito oscurantista, a nascondersi, a continuare ad essere 'asservite', a non fare più neppure quel piccolissimo passo che le stava portando a guardarsi attorno, a confrontarsi con le altre donne, a farsi delle domande e forse anche a mettere in discussione il proprio stato.
È' più laico non far vedere l'asservimento, chiuderlo dietro le pareti domestiche, oppure farlo uscire allo scoperto e sfidarlo in un confronto aperto, nel convincimento che sia il confronto la strada maestra da imboccare nel perseguimento delle ragioni vitali di una convivenza sostenibile?
Penso che la libertà della donna, anche della donna di cultura, tradizione, fede religiosa diversa, si debba difendere e promuovere, a casa nostra, con ben altri strumenti che col divieto di un abito/costume. Tanto più che tra l’altro, un domani, il burkini potrebbe diventare 'di moda' ed essere quindi esibito ben oltre la cerchia delle donne islamiche.
E poi, diciamocelo chiaramente, pensiamo davvero che il bikini, in spiaggia, sia rappresentativo dei valori fondanti della repubblica francese? Mah'

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