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16 Giugno Giu 2015 2313 16 giugno 2015

Hyundai Santa Fe, spazio alla comodità

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Giunta alla terza generazione presentata nel 2012 (tanto che dovrebbe arrivare entro giugno in Corea il restyling di metà carriera), la Hyundai Santa Fe ha raggiunto la piena maturità che le consente di sfidare le rivali europee e giapponesi. Non lo fa più con la politica di prezzi aggressivi che contraddistingueva la Casa coreana agli esordi sul nostro mercato, ma con la qualità e la bontà di materiali e motori, con la dotazione di serie completa, con la sicurezza di una garanzia di ben cinque anni a chilometraggio illimitato comprensivi di assistenza stradale e controlli gratuiti.

POTENTE E ACCESSORIATA
GiornaleMotori.it
ha provato su strada la versione più potente e accessoriata, la 2.2 CRDi 4WD da 197 CV, in allestimento Style: al prezzo di listino di 43.850 euro, vanno aggiunti i 1.200 euro del tetto panoramico, per un totale di 45.050 euro. È dunque più costosa di una Fiat Freemont (circa 38mila euro in allestimento analogo) o di una Toyota (intorno ai 37mila euro), che sono però meno potenti (170 CV l’italiana e 150 CV la giapponese) e più lunghe dei 469 cm della vettura coreana.

SEDILI IN PELLE E NAVIGATORE
La Santa Fe, però, è (di poco) meno cara della cugina Kia Sorento (49mila euro in allestimento 4WD Rebel), ma soprattutto è contigua agli allestimenti entry level di modelli come l’Audi Q5 o Bmw X3. Che certo non offrono quanto comprende, invece, il ricco allestimento Style: sedili in pelle, navigatore, trazione integrale, e cerchi da 18 pollici. Tutto in una vettura comoda, accogliente e versatile: i cinque posti sono reali e c’è un bagagliaio adatto a una famiglia in vacanze estive, con tanto di divano scorrevole per aumentarne la capacità (da 534 a 1582 litri).

L’abitacolo è piacevolmente luminoso, complici anche il tetto panoramico di cristallo e le sellerie di pelle traforata di colore beige chiaro dell’esemplare in prova. A parte qualche plastica nascosta non proprio all’altezza del resto degli interni, materiali e assemblaggi sono di qualità elevata. Il posto di guida rasenta la perfezione. Sono presenti tutte le regolazioni di volante e sedile (elettriche per quest’ultimo e con tanto di possibilità di memorizzarle). La posizione rialzata al volante offre una buona visuale sulla strada, mentre quella posteriore, a causa del disegno dei finestrini e del lunotto ridotto, richiede l’ausilio della telecamera e dei sensori (tutto di serie). Semplice e intuitivo è il sistema d’infotainment con il display da sette pollici: tra plancia e volante, i tasti sono numerosi ma s’impara molto in fretta a gestirli.

NATA PER I LUNGHI VIAGGI
La vettura provata montava la più potente delle motorizzazioni turbodiesel: il quattro cilindri di 2.199 cc eroga 197 CV e sviluppa 436 Nm di coppia massima, valori più che sufficienti per spingere i quasi 2mila chilogrammi di massa della Santa Fe. Senza strafare. Spingendo a fondo l’acceleratore, la risposta è stata sempre consona alla natura tranquilla di Suv della coreana, votata più alle lunghe trasferte autostradali che allo scatto da semaforo a semaforo. In questo senso lavora anche il cambio automatico a sei marce, caratterizzato dai passaggi morbidi e sufficientemente tempestivi, sempre avvertibili, ma non velocissimi.

SU STRADA
Il primo accessorio che si apprezza mettendo le mani al volante della Santa Fe è proprio lo sterzo, che dispone del sistema Flex Steer: permette di selezionare tre differenti modalità, Normale,Comfort e Sport, con cui varia la durezza del comando, e quindi lo sforzo per girare il volante. Alla prova dei fatti tra Comfort e Sport la differenza è notevole: tra i tornanti si apprezza quest’ultima, ma in città e in parcheggio la prima prima permette di manovrare con un dito e apprezzare il discreto raggio di sterzata. In generale, lo sterzo della Santa Fe non è uno dei più precisi, ma perfettamente in linea con l’indole della vettura. In curva, la riduzione in altezza della terza generazione ne ha migliorato il comportamento. Quello che è piaciuto, però, è la sensazione di controllo della vettura che la Santa Fe offre al pilota. L’autostrada è il suo ambito naturale. Si può viaggiare per ore senza affaticarsi particolarmente, coccolati dall’impianto audio, dal climatizzatore che non trascura nessun passeggero, e dalla perfetta insonorizzazione. E il fuoristrada? La Santa Fe è una 4WD con il sistema Tod (Torque on demand), che trasferisce la coppia dalle ruote anteriori alle posteriori, a seconda delle situazioni. A questo si aggiungono il controllo automatico della velocità nelle discese ripide (Downhill brake control), l’Hill Assistance (l’aiuto nelle ripartenze in salita) e il blocco della trazione 50:50 sui due assali fino a 40 km/h che, una volta montate le gomme adatte, consentono di affrontare qualche sterrato non troppo complicato.Per quanto riguarda i consumi, al termine del viaggio che ha visto la prevalenza dell’autostrada, la media indicata è stata di 12 km/h, valore non proprio tra i migliori del segmento, che fa pensare un 10 km/l o ancor meno in ambito cittadino.