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10 Febbraio Feb 2017 0931 10 febbraio 2017

Volkswagen Passat Alltrack, com'è fatta e come va la wagon tuttoterreno

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Avere lo spazio interno di una wagon, la guida sportiva di una berlina e la possibilità di mettere le ruote sulla terra: è quanto offre la Volkswagen Passat Alltrack, allestimento offroad della popolare famigliare tedesca. Rispetto a quest’ultima, la Alltrack si distingue per la linea da crossover, la maggior altezza da terra (27,5 mm in più, per un totale di 174 mm), i rinforzi sotto scocca e i passaruota con le cornici in plastica; inoltre, è più alta di 3 cm e lunga di 1 cm, ma il bagagliaio da 639 litri è di 14 litri più piccolo rispetto alla versione station. Nell’abitacolo lo spazio per i passeggeri anteriori e posteriori è abbonante, anche se chi siede dietro al centro deve fare i conti con il tunnel centrale, particolarmente rialzato.

SOLO TDI. La qualità dei materiali e degli assemblaggi è ai livelli più alti della Casa tedesca. Quanto ai motori, per la Alltrack Volkswagen offre solo il 2.0 TDi con potenze da 150, 190 (oggetto della nostra prova) e 240 cv, con cambio manuale a sei marce per la prima motorizzazione, e automatico doppia frizione Dsg per le altre due; per tutte, invece, c’è la trazione integrale permanente 4Motion che in poche frazioni di secondo distribuisce la potenza su ogni singola ruota, in funzione del fabbisogno: in condizioni normali, infatti, la trasmissione avviene sul solo asse anteriore, contribuendo così al contenimento dei consumi (insieme con il sistema start-stop e di recupero dell’energia in frenata, di serie); l’asse posteriore interviene in modo continuo in poche frazioni di secondo non appena sussiste il rischio di perdita di trazione.

UN PROFILO PER OGNI FONDO. Non solo: Passat Alltrack consente di scegliere il profilo di guida più adatto al fondo stradale, intervenendo su assetto, motore e cambio: oltre a “Eco”, “Normal” e “Sport” (e quella programmabile “Individual”), c’è anche una modalità “Offroad”, attivabile con un pulsante, che aziona un sistema antibloccaggio ottimizzato per l’impiego in fuoristrada; il sistema di assistenza nelle partenze in salita e la funzione di marcia assistita in discesa impediscono infine spostamenti o accelerazioni involontarie su tratti in pendenza. I limiti in fuoristrada della Alltrack sono dettati dalla lunghezza dell’auto e dalla sua pur sempre contenuta altezza da terra, ma su fondi viscidi o innevati, la trazione è sempre garantita.

IN CITTA'. La Passat Alltrack, con la sua lunghezza, richiede un po’ di attenzione in più, specie nella ricerca del parcheggio; una volta trovato, però, si manovra bene, anche grazie ai sensori di parcheggio (di serie). Praticamente perfetto il cambio automatico DSG a sei rapporti, velocissimo nell’inserire e togliere le marce. Sulle buche gli ammortizzatori, più morbidi rispetto alla versione famigliare, offrono un buon comfort. Quanto al motore, i 190 cv del 2 litri a gasolio consentono di adottare una guida più sportiva, adottando la modalità “Sport” che ritarda il cambio marcia, aumentando il regime di rotazione delle cambiate. In ciò si è felicemente supportati dallo sterzo, preciso sia alle basse velocità sia quando la velocità sale. Come, per esempio, in autostrada, terreno d’elezione per questa tedesca: si viaggia, infatti, comodi, ottimamente insonorizzati e coccolati dalla musica che esce dagli 8 altoparlanti del sistema audio di serie.

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