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21 Marzo Mar 2013 1919 21 marzo 2013

Emergenza Italia. E' tempo di fatti e non parole.

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GRILLO. Vuol realizzare la dittatura? L'antica Grecia e Roma vi facevano ricorso in casi di emergenza estrema. Ma io giocherei ancora una carta democratica, confidando nel suo contributo alla realizzazione dell'interesse nazionale.
BERSANI. Ha ricevuto un mandato dalle primarie e dal popolo italiano.
Un'ipotesi operativa? Governo di minoranza con appoggio di Grillo e Monti sui temi che stanno a cuore a tutti e tre:


  • riforma elettorale,

  • conflitto di interessi con particolare riguardo ed urgenza a quello tra informazione e politica,

  • concentrazione mediatica,

  • efficienza della giustizia,

  • riordino della Pubblica Amministrazione.


Il solo affrontare questi temi comporterebbe un beneficio per economia reale.

VENDOLA. Che dire? La Puglia è in controtendenza rispetto alle altre regioni in termini di sviluppo economico, nonostante la crisi.
MONTI. Le sue scelte lo hanno ormai consacrato come soggetto politico. Ha ricevuto un mandato da parte dei cittadini ed io sono disposto a credere, anzi spero ardentemente, nel suo proposito di voler rendere l'Italia un paese moderno.
RENZI. Ma chi è veramente? La cartina al tornasole è rappresentata dai miei amici di centrodestra che son tutti sono suoi intrepidi sostenitori. Inoltre, è stato a cena da solo in casa di Berlusconi, nelle primarie è stato sostenuto dai suoi media, dal suo partito e da lui in persona. Sarebbe opportuno che Renzi dimostrasse che tutto ciò è illusione, un tentativo di raggiro orchestrato a suo danno, a sua insaputa. Mi tranquillizzerebbe un appoggio forte e convinto a Bersani, come da lui dichiarato in campagna elettorale, in attesa della prossima legittima occasione.
D'ALEMA. Deve farsi da parte. Aveva suscitato in me molte speranze. L'apoteosi quando, mentre dirigeva la Bicamerale, affermò che “i Politici si occupano delle leggi, mentre i governi realizzano i programmi”. Grande lezione di lucidità politica e di senso democratico. E poi? Dopo il fallimento della Bicamerale, a colpa di Berlusconi, egli ha organizzato un governicchio con Cossiga e Mastella, chiaramente traghettati sull'altra sponda con l'intenzione di screditare il centrosinistra. Infatti nessun conflitto di interesse si poté realizzare, anzi, non si concretizzò nulla di significativo. Nel secondo governo Prodi ancora Mastella (?), addirittura ministro della giustizia. A garanzia di chi? Oggi Massimo D'Alema è presidente del Copasir, il comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, che furono avocati al controllo diretto della Presidenza del Consiglio, primo atto ufficiale del primo governo Berlusconi. Sarà un caso che i nemici del potere vengano colpiti da dossier segreti? Per non parlare degli errori successivi e delle ombre sul suo operato. Ad es. gli scandali perpetrati dai suoi uomini (Frisullo e Tedesco) alla Regione Puglia. Troppi errori o leggerezze. Io non credo più in D'Alema e chiedo che si faccia da parte o che Bersani, finalmente, ne prenda le distanze.
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA GIORGIO NAPOLITANO. A lui rivolgo un grazie per quello che ha fatto finora per il Popolo Italiano e per quanto ancora dovrà fare in questo ultimo scorcio del Suo mandato, in una fase delicatissima della la nostra Repubblica.
PRESIDENTE ROMANO PRODI. Sostengo la sua candidatura e spero che egli venga chiamato a rappresentare gli Italiani sul Colle. Motivo il mio convincimento affermando che la grande emergenza del paese è di tipo economico e spero che Romano Prodi possa mettere a disposizione dell'Italia le sue competenze. Il suo primo governo, con Ciampi e Bersani, per fare alcuni nomi, in soli due anni di legislatura riuscì a fermare l'aumento del debito pubblico (impresa inimmaginabile), mise in ordine i conti dello Stato (le entrate superavano le uscite) e ci portò in Europa con i conti dello Stato in ordine, meglio degli altri Paesi. Nessuno mai contraddisse queste affermazioni. Inoltre, ricordo che avviò una massiccia campagna pubblicitaria rivolta al grande pubblico, ma sopratutto ai commercianti, per informare dell'opportunità che si stava creando, in termini di stabilità monetaria e sviluppo per il nostro Paese, ma anche del pericolo che si sarebbe verificato al momento dell'immissione in circolazione della nuova moneta. Furono indicati, in anticipo, i criteri da seguire per evitare i rischi impliciti nell'operazione.
Il governo Berlusconi in vigore all'epoca dell'avvio della circolazione dell'Euro (1 gennaio 2002) affrontò la situazione nel modo peggiore, lasciando gli italiani nell'ignoranza e consentendo che si consolidasse la conversione “mille lire = un euro”. Fu colpa grave e negligenza di chi governava in quel momento, che ha sottovalutato il problema (non me ne meraviglierei se ne avesse tratto profitto), determinando d'un colpo la caduta del 50% del potere di acquisto dei lavoratori dipendenti ed un conseguente graduale collasso della economia. Paradossale inoltre, che, a causa del monopolio dell'informazione sia pubblica che privata, sino a poco tempo fa, ed al conflitto di interessi tra informazione e politica, la maggior parte degli italiani attribuiscano ancora oggi all'Euro, a Prodi e Ciampi la causa della crisi.
IL MALE? LA CONCENTRAZIONE EDITORIALE. La concentrazione dell'informazione nelle mani di un unico editore ha rappresentato e rappresenta ancora il cancro della Democrazia italiana. Mi meraviglia il fatto che pochi ne parlino (?).
Capisco Grillo, che usa Internet e si rivolge soltanto ai media esteri democratici, perché lì c'è pluralismo dell'informazione, in Italia no.
Ora tocca a Grillo e agli uomini di buona volontà sanare in Parlamento questa anomalia per consentire anche in Italia, come in tutti i Paesi civili, la libertà di informazione.

IL CAVALIERE (?) BERLUSCONI. Come si potrebbe chiedere, come fosse la cosa più normale del mondo, un rinvio della sentenza a dopo elezioni, se non disponendo di un esercito di giornalisti al soldo? I cittadini avrebbero diritto di conoscere l'operato dei propri candidati prima della consultazione elettorale e non dopo, soprattutto se eletti e protetti da immunità parlamentale. Berlusconi sguscia tra le maglie della Giustizia non presentandosi ai processi, nè lui, nè i suoi avvocati onorevoli (?) e neanche i suoi testimoni (Ruby).

UN DRAMMATICO SCENARIO PER L'ITALIA. Grasso, chiacchierato per eccesso di garantismo, ma Presidente del Senato e aspirante premier, Renzi che, invece di sostenere lealmente il suo schieramenteo, si candida a diventare premier, D'Alema di nuovo in auge, Bersani messo all'angolo, Berlusconi che gongola.

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