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13 Settembre Set 2015 1344 13 settembre 2015

Finale US Open: ecco perché è giusto che Matteo Renzi sia volato a New York

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Quello che è successo ieri alla finale US Open 2015 sarà scritto per sempre nella storia dello sport: Flavia Pennetta e Roberta Vinci, due tenniste italiane, due amiche, entrambe pugliesi, rivali solo sul campo di gioco – ma poi neanche tanto –, hanno regalato ai presenti al Flushing Meadows e a noi che, grazie a Deejay TV abbiamo potuto godercelo da casa, uno spettacolo da standing ovation.

PENNETTA E VINCI, DUE CAMPIONESSE ITALIANE - Personalmente non sono una grande appassionata di sport, ma ieri sera anch’io ero davanti al televisore a guardare la finale US Open. Di tennis ne capisco ben poco, ma guardare Flavia e Roberta entrare in campo, guardarsi negli occhi e abbracciarsi – quasi a dirsi “guarda qua dove siamo arrivate. E chi se lo aspettava!” – mi ha suscitato una certa emozione; non fosse per altro che da italiana (e pugliese doc) ero orgogliosa del percorso delle nostre due atlete, e lo ero ancor di più perché da donna pensavo che in quel momento due donne quasi mie coetanee, grazie alle loro abilità, grazie ai loro costanti e quotidiani sacrifici, grazie alla loro forza di volontà, stavano scrivendo un’importante pagina di storia. Ed è proprio così: la Pennetta e la Vinci ieri sera hanno fatto la storia. Ed io c’ero! Ero lì davanti a quel televisore a gustarmi ogni secondo di quel strepitoso match, e ho sorriso e mi sono commossa con loro quando a fine partita sono arrivate entrambe alla rete e si sono strette in un abbraccio. Mi sono sentita un po’ come quei bambini che nel ’69 erano davanti al tubo catodico e a bocca aperta guardavano Neil Armstrong mettere il primo passo sulla luna.

LE POLEMICHE CONTRO MATTEO RENZI - Non importa chi ha vinto o chi ha perso la finale US Open: ieri sera a vincere è stato proprio quell’abbraccio tra Flavia e Roberta, quell’atto di sorellanza che è andato ben oltre l’agonismo sportivo. E noi italiani di questo dovremmo esserne fieri: dovremmo essere fieri di queste due ragazze, di queste due atlete che hanno portato il tricolore a sventolare al Flushing Meadows nello Slam americano. E invece, come è nostro solito – permettetemelo di dire – anche questa pagina di storia è stata rovinata dalle polemiche. La presenta di Matteo Renzi a New York per la finale donne tutta in azzurro al Flushing Meadows, con conseguente “forfait” all’inaugurazione della Fiera del Levante a Bari e ad un impegno istituzionale a Verona, ha scatenato l’ira dell’opposizione. E giù polemiche. È proprio in questi momenti che il mio orgoglio da italiana si trasforma in vergogna e che nella mia mente mi immagino un tricolore sbiadito, macchiato, se non addirittura stracciato da questi tira e molla politici. Se fosse stato un importante match della nazionale di calcio maschile (non me ne vogliano gli azzurri) forse non ci sarebbero stati problemi: d’altronde è consuetudine vedere personalità di spicco della politica assistere a partite di calcio importanti. Ieri invece no, Renzi “non doveva esserci”: forse perché in Italia il tennis è considerato uno sport ‘inferiore’ rispetto al calcio, o forse perché in campo c’erano due donne. Fatto sta che per l’opposizione “Renzi doveva rispettare la sua agenda e non precipitarsi a New York per la finale degli US Open”.

Ebbene, senza entrare in beghe politiche che non mi competono, così come ho apprezzato e ammirato Michelle Obama che, appena conclusasi la semifinale tra Roberta Vinci e Serena Williams – vinta magistralmente dalla nostra atleta che ha compiuto un vero e proprio miracolo – ha inviato un messaggio alla tennista americana per ringraziarla per quanto lei dà agli USA, ho apprezzato molto Matteo Renzi che, sconvolgendo i suoi programmi politici, è volato a New York ed era lì presente ad applaudire Flavia Pennetta e Roberta Vinci, due donne, due italiane, che in quel momento hanno fatto la storia.

Evviva le sorelle d’Italia!