Female Wor(l)d

28 Settembre Set 2015 1410 28 settembre 2015

L’ultimo addio a Lucia Ottobrini

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Si è spenta lo scorso 26 settembre in un letto d’ospedale, alla clinica San Raffaele di Rocca di Papa, Lucia Ottobrini, l’ultima partigiana di via Rasella. Se ne è andata così, a 91 anni, una delle maggiori protagoniste femminili della Resistenza italiana, di quella resistenza taciuta fatta da donne coraggio che hanno donato tutta la loro vita per liberare l’Italia dall’invasione nazista. Sacrificio, senso del dovere, ma soprattutto una grande voglia di libertà: sono questi i sentimenti che hanno caratterizzato la vita di queste donne e che hanno mosso le loro coscienze, spingendole in prima linea per arginare e cacciare l’invasore tedesco, facendole diventare delle vere e proprie patriote ed eroine.

LUCIA OTTOBRINI, UN’EROINA ITALIANA - Lucia Ottobrini era ed è proprio questo: un’eroina. Lei, assieme a Carla Capponi, Marisa Musu e Maria Teresa Regard, erano le quattro ragazze dei Gap (Gruppi di Azione Patriottica), ed ancora lei è stata una delle menti che hanno progettato l’attentato di via Rasella, il più sanguinoso e clamoroso attentato urbano antitedesco in tutta l'Europa occidentale, che il 23 marzo 1944 causò la morte di 33 soldati tedeschi del battaglione Bozen. La guerriglia urbana a Roma è stata fame, freddo, umidità e sudiciume e non avere un posto dove dormire. La mia fortuna è stata che ho incontrato sempre bravissima gente" – così ricordava la sua militanza in una delle ultime interviste rilasciate assieme al marito, Mario Fiorentino, anche lui gappista plurimedagliato, con cui ha trascorso 70 anni della sua ( R )esistenza. Alcuni anni dopo la fine della guerra, nel 1953, lo Stato italiano ha riconosciuto i meriti ad alcuni partigiani della Resistenza, insignendo loro la medaglia d’argento al valore militare. Quando il Ministro della Difesa di allora, Paolo Emilio Taviani, si ritrovò davanti Lucia Ottobrini, sorpreso di trovarsi di fronte a una donna, le domandò: “Lei è la vedova del decorato?”; e lei rispose: “No, la decorata sono io!”.

DONNE CORAGGIO - Al contrario di quanto le giovani donne di oggi pensano (vedi l’infelice dichiarazione di Alice Sabatini alla finale di Miss Italia 2015), sono state tante le donne che hanno combattuto durante la Seconda Guerra Mondiale. I loro nomi, purtroppo, non vengono quasi mai citati nei libri di storia – perché si sa, “la storia è fatta dagli uomini” – come direbbe qualcuno. Per questo, di seguito, elenco alcune stime della partecipazione femminile alla Resistenza

70000 donne organizzate nei Gruppi di difesa della Donna

35000 donne partigiane, che operavano come combattenti

20000 donne con funzioni di supporto

4563 arrestate, torturate e condannate dai tribunali fascisti

2900 giustiziate o uccise in combattimento

2750 deportate in Germania nei lager nazisti

1700 donne ferite

623 fucilate e cadute

512 commissarie di guerra