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10 Novembre Nov 2016 1400 10 novembre 2016

‘LADRI DI CADAVERI’: REAL BODIES SBARCA A MILANO

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Trip nell’anatomia

Si può mettere alla prova il proprio stomaco attraverso l’arte? La risposta che vuole dare Real Bodies, la mostra aperta fino a fine gennaio 2017 presso lo spazio Ventura XV a Milano, è affermativa.

Definita come un “museo di cadaveri”, l’esposizione è un trip all’interno dell’anatomia umana attraverso l’osservazione di veri e propri corpi umani essiccati, sezionati, polimerizzati, messi in posizioni di quotidianità o in atti sportivi.

Qualche numero? 40 cadaveri, 300 organi appartenenti a 165 persone di ogni nazionalità e 2.000 metri quadri di superficie espositiva. Per chi sceglie il ‘pacchetto’ completo è disponibile anche l’audioguida con la voce di Alessandro Cecchi Paone che informa lo spettatore su quello che osserva anche se c’è da dire che davanti ad uno ‘spettacolo’ naturale talvolta le parole sono superflue.

Vivere e morire per la scienza

La mostra procede per gradi: prima tocca agli organi umani con un focus sulla storia dell’anatomia, poi l’escalation con apici nella sezione dei ‘feti’ e nella parte finale, una sala di soli cadaveri in pose sportive. A corredo di ogni ‘pezzo’ esposto c’è un cartello didascalico che aiuta a capire l’importanza di ogni parte del nostro corpo e di come tutto sia funzionale alla vita.

Se la vita è lo yin della mostra, dall’altro lato vi è lo yang, il pensiero della morte. Sono due spettatori che accompagnano la visita, invisibili ma presenti, e la riflessione su di essi è inevitabile. Guardando feti conservati in cilindri di plastica o neonati mummificati, un silenzio (religioso o meno) si impone sull’osservazione più scientifica. Cosa sia successo a quelle creature non è scritto ma l’idea che chiunque potrebbe essere stato al posto loro per una serie di sfortunati eventi, fa rabbrividire anche i più temerari, ricordandoci che tra vita e morte non c’è una distanza incolmabile.

Vista con gli occhiali di un appassionato di scienze, la mostra è una fucina di opportunità interessanti di cui far tesoro. In primis lo scopo educativo insito nel mostrare come il nostro corpo sia una macchina pressoché perfetta, in grado di sopportare fatiche e urti che non possiamo immaginare. A tal proposito si pensi al femore che regge il peso di una tonnellata senza spezzarsi. Accanto a questo corre anche una campagna di sensibilizzazione, realizzata ad hoc per Milano con titolo “La salute e come allungare la vita', per le malattie che oggi mietono più vittime come il cancro al seno e il tumore ai polmoni. Gli spettatori sono invitati ad effettuare controlli periodici e a compiere il gesto di gettare il proprio pacchetto di sigarette in un contenitore, per mettere un freno all’autolesionismo e allo stress quotidiano che si abbatte sull’organismo.

La sottile linea tra scienza e arte

Real Bodies, per ciò che viene mostrato, è indubbiamente un esempio di mostra unica al mondo e forse solo per questo merita di essere visitata. Ma è anche un’esposizione che va ad approfondire ulteriormente l’idea di arte, portandola fuori dal cristicismo morale e sociale che da diversi decenni sembra essersi imposto nel panorama artistico. Pone invece l’accento su una ‘crasi’ che si è verificata tra scienza, intesa come volontà di conoscere e spiegare, e estetica, vista come disciplina artistica per produrre sensazioni, il tutto in un’ottica prettamente antropocentrica.

Un’esibizione così esplicita e senza filtri per iniettare in un uomo anestetizzato dalle emozioni e convinto di aver scoperto tutto, una dose di meraviglia nei confronti proprio di sé stesso.

Twitter: @TommasoChiodi

Instagram: @tochio__

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