Flaneur

12 Agosto Ago 2017 1819 12 agosto 2017

MANUALE DEL BLOCCO

  • ...

Se negli ultimi aggiornamenti del blog ho scritto a proposito di esperienze, persone e situazioni che mi permettevano di accendere le mie passioni, in questo piovoso venerdì sera di agosto (estate, wtf?) voglio invece soffermarmi su tutto ciò che impedisce di alimentare quella fiamma che ci fa sentire dannatamente vivi e consapevoli delle mille potenzialità che risiedono in noi. Personalmente li definisco ‘blocchi’ e nella mia fantasia si risolvono con una grande tavola rotonda fatta di tanti ‘bloccati’ immaginari che discutono e ognuno ha una soluzione per l’altro, alcolisti anonimi 2.0.

Prima regola del Club del Blocco: parla del Club del Blocco.

Lo scrivere è stato fin da subito un problema enorme, come se mi fossi dimenticato come si va in bicicletta o come si tiene una penna in mano. Basta notare l’arco di tempo che è trascorso tra questo e l’ultimo post (io non lo guardo per paura di quell’ansietta che provi alla scuola elementare quando sei l’unico in classe a non aver fatto i compiti a casa) per capire l’incapacità mentale di mettersi davanti ad un computer e buttare giù una paginetta di riflessione. Piccolo inciso: consiglio l’ascolto di Hurt dei Nine Inch Nails, cover del buon vecchio Johnny Cash, che mi accompagna mentre scrivo.

In queste situazioni oltre alla mancanza di idee il problema si acuisce in una fase preliminare, quando ti immagini davanti alla pagina Word che fa lo stesso effetto di una tovaglia bianca e immacolata sulla quale rischi di spandere una fonduta di cioccolato. Pertanto, quando mancano il desiderio per qualcosa o non si ha idea di come poterlo affrontare, si tende ad allontanare il tutto. È un po’ come infilare la polvere sotto al tappeto e credere che la casa sia pulita.

Seconda regola del Club del Blocco: se ti accasci, sei spompato, gridi basta, il blocco non finisce.

Sano cinismo. Il mondo può essere davvero schifo, niente di nuovo sotto al sole. A quanti importa davvero di quello che facciamo, diciamo o pensiamo? L’ingranaggio gira anche senza di noi quindi o si sta al passo con le nostre forze o si soccombe. Da piccolo ritardatario che sono l’ho capito grazie a Milano, cuore pulsante di un organismo che non dorme mai. Pertanto paragrafo breve riassumibile con: tieni in movimento il tuo lato B o ti potrebbe arrivare una bella pedata.

Terza regola del Club del Blocco: un blocco dura tutto il tempo necessario.

È inutile mettersi a fare un countdown immaginario per vedere quando si deciderà a fare le valigie, un blocco si risolve spontaneamente quando meno te lo aspetti. È la frase che più odio nella vita ma ha senso e funziona. Anche qui vi è una situazione preliminare in cui bisogna mettersi in un mood adatto alla risoluzione dei problemi, possibilmente creativo e stimolante, e iniziare ad agire di conseguenza. Credo che farsi venire delle sane fisse senili possa essere d’aiuto. Dal guardare i cantieri a fissare le persone in metropolitana, uscire a camminare all’alba e rincasare per correre maratone di Netflix, ballare da soli, scordarsi di cosa vuol dire ‘volume della musica al massimo’. Evviva la catarsi.

A voi il compito di aggiungere altre regole.

Tommaso Chiodi

Correlati