Franco tiratore

31 Maggio Mag 2012 0128 31 maggio 2012

E' primavera, svegliatevi pidiellini. E #formattiamoilpdl

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source: http://laprovinciapavese.gelocal.it/



Formattiamoilpdl. Nel primaverile tripudio di movimenti giovanili vivi morti o x, è impossibile non fare un accenno al fenomeno che sta interessando il più grande partito morente d’Europa: il Popolo della Libertà.

Eh già, il Pdl è in crisi. Non è una gran scoperta. E perché è in crisi? Sembra incredibile ma non ho sentito ancora nessuno tra i big del partito presieduto da Silvio Berlusconi porsi questa domanda. L’ha fatto un gruppo di giovani. Quale  che sia la loro provenienza mi sembra francamente indifferente. E’ vero, alcuni degli organizzatori di questi “moti” sono legati a certi esponenti dell’establishmennt. E’ vero, questo “movimento” è ancora troppo abbozzato per poter essere realmente aperto. E’ vero, il cordone ombelicale col passato del partito sembra ancora molto solido. Va tuttavia ribadito: non c’era nessuno, sinora, che avesse avuto il coraggio, al di là di sommessi colpi di tosse o risate strozzate, di alzarsi e dire con forza che il re è  nudo.

Ma chi sono questi formattatori dal baschetto giallo? Oltre al  gruppo costitutivo, formato dal sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, Andrea Di Sorte, Piero Tatafiore, Federica De Benedetto, Alessandro Biafora, Giorgio Silli, Giuseppe Pedà, Mariachiara Fornasari, Lucrezia Pagano e Alberto Villa, sono giovani provenienti da  ogni parte d’Italia che si sono iscritti a questo movimento accostando ai propri tweet l’hashtag #formattiamoilpdl. Un movimento nato da tweeter con un programma in 10 tweet. Il messaggio in sintesi: affermare il concetto di merito e svecchiare il partito.

Filippo Facci ha chiesto su Libero a questi giovani più coraggio. Ammetto di aver condiviso, ad una prima lettura, la sua analisi. In fin dei conti perché provare a ristrutturare una casa che sta letteralmente cadendo a pezzi? Subito dopo, però, ho capito. La motivazione, a ben pensare, si trova subito e potremmo battezzarla “il metodo Maroni”. Lasciamo perdere il fatto che la Lega sta dimostrando la stessa capacità e la stessa vana speranza di navigare della Costa Concordia. Maroni non si è stacccato, non ha provocato scissioni, non ha consumato una rottura traumatica: ha raccolto il partito quando era maturo, tra le  lacrime e le benedizioni del sovrano deposto ed il capo chino dei suoi fedelissimi. Il Pdl è nella stessa condizione. Arrivare a fratture adesso equivarrebbe creare un partitino di sbandati e lasciare alla deriva la  carcassa putrescente di una balena (bianca) morta.

Qualcuno dirà: meglio un partitino vivo che una balena moribonda. Sbagliato. Se si tratta del partito dei moderati, quello che resta il soggetto di riferimento dell’intero centrodestra, credo sia largamente preferibile il purgatorio della rianimazione, restando Pinocchio nella balena. E nessuno sostiene che #formattiamoilpdl debba essere una sorta di golpe nell’ombra. Deve essere motore della transizione e lanciare un'Opa sul partito. Con qualche idea in più. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare? Beh, è per questo che ho scelto la balena.

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