Franco tiratore

31 Maggio Mag 2012 2303 31 maggio 2012

Risparmio sulla parata? Meglio abolire il 2 giugno

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source: www.savonanews.it



E' preoccupante constatare come, in Italia, un'idea demagogica si trasformi immediatamente in una sorta di mantra collettivo e di tormentone nazionale. Parata sì, parata no, parata gnamme, se famo du spaghi.

Ecco! Dagli al militarista! E' favorevole alla parata! No, amici miei, io non sono favorevole alla parata. Vorrei sedermi e parlare di questa cosa con un po' di calma. E non tollero che si faccia passare chi pone obiezioni al dogma antiparatista uno che se ne frega bellamente del terremoto dell'Emilia.

Voi dite che occorre abolire la parata e potreste avere anche ragione. Ma mi dovete argomentare la questione correttamente. Anzitutto ho sentito sostenere che si sarebbero risparmiati 10 milioni, poi 3. Quindi, quando è venuto fuori che i soldi erano stati largamente spesi (e francamente non ci vuole un genio per immaginarlo, dato che gli spalti su via dei Fori Imperiali sono in piedi da giorni e che uomini e mezzi già sono a Roma per le prove generali) si sostiene che la parata andava abolita per rispetto dei morti.

Ora, o facciamo ragionamenti di ordine economico, o parliamo di atti di sensibilità umana. Fermo restando che dal punto di vista economico rinunciare alla sfilata costituirebbe di fatto uno spreco, dato che significherebbe aver buttato via una paccata di soldi per nulla, l'unica proposta coerente che si potrebbe fare per consentire un risparmio, attingendo ai capitolati di spesa futura, è abolirla. E dunque chiediamo la soppressione di quest'usanza ripristinata -vale la pena ricordarlo- dal Presidente Ciampi.

Andrebbe sottolineato, tuttavia - e qui vengo al secondo caso, l'abolizione sensibile- che uno Stato non esiste senza simboli. Il Presidente della Repubblica non ha un potere taumaturgico, ma, oltre a quelle che gli garantisce la Costituzione, ha delle leve che poggiano sulla moral suasion, conferitagli tanto dall'autorevolezza personale quanto dal carrozzone di poltrone dorate e di palazzi proibiti che gli gira attorno.  Sbaglia chi dice che tutto questo non serve. Serve eccome (anche se le spese andrebbero diminuite, perchè, a questi livelli, nuocciono all'autorevolezza). Così come serve la bandiera, che, pur essendo di per sè solo un pezzo di stoffa, non potrebbe essere sostituito da un prosciutto.

Tutto questo vale ancor di più per un concetto astratto come quello di Repubblica. Ed è a quel concetto che le Forze Armate si inchinano sfilando. A quello e al suo Presidente. Se così non fosse sarebbe soltanto una specie di circo (dato che, quanto a dimostrazione muscolare, Bonanni è più facile che l'abbia vista in una partita di Risiko che nei Carabinieri a cavallo o nei pizzardoni di Roma che sfilano). La Patria esiste fintanto che ci crediamo. Talvolta, tuttavia, non è un male sentirsi tutti parte di un gruppo umano che è solidale nella proporzione in cui sa essere unito.

Non mi perderò neppure a parlare dei miliardi che si sarebbero risparmiati in benzina se, invece che perdere tempo col 2 giugno, l'indignazione popolare si fosse rivoltata contro prede più significative: il raddoppio della spesa sanitaria italiana dal 2005 (a fronte del peggioramento del servizio) o il mastodontico macigno delle spese rappresentanza delle Regioni. Chiedo soltanto un po' di coerenza: abolizione della parata? Si chieda piuttosto la soppressione del 2 giugno.

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