Franco tiratore

7 Agosto Ago 2012 0737 07 agosto 2012

Perché in Italia non esistono i conservatori?

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Occorre precisarlo: esiste oggi una certa difficoltà ad affidarsi ad etichette del passato per definire le nuove tendenze politiche. La conseguenza che se ne dovrebbe trarre è che occorre trovarne di nuove. Alcune, ormai, tendono a rappresentare troppo per avere ancora un significato. Il liberalismo abbraccia pressoché tutti i movimenti che non siano di tendenze autocratiche o fortemente antisistema. La destra è liberale, la sinistra è liberale. Ormai non ci sono neppure le sfumature di grigio a differenziarli. Non esistono partiti più o meno liberali. Esiste un liberalismo che viene più o meno confuso con altre parole ormai assai generiche come "diritti" e "democrazia".
C'è, poi, il liberismo. Sembra essere la nuova religione del centrodestra: o si è liberisti o non si è. Immagino la gioia al momento in cui il Governo ha dichiarato di voler vendere, per risanare la spesa pubblica, i "gioielli di famiglia", le grandi partecipazioni rimaste in mano pubblica. Molti fra coloro che si ritengono orfani in quest'area politica hanno elevato agli altari due personaggi che, con la politica italica, non hanno assolutamente nulla a che fare: Ronald Regan e Margareth Tatcher. Le loro foto campeggiano nei siti e le loro idee aleggiano nei post.
Possiamo ancora annoverare un'altra parola che piomba come un pacchetto di bombe a grappolo nell'emisfero destrorso. Questa non ha neppure un sostantivo di riferimento, ma si affida esclusivamente all'aggettivo al plurale per fare le sue vittime: i moderati. I moderati è la nuova specie dominante sul pianeta. Serve ad indicare l'intero emisfero di coloro che non voterebbero mai per quella cosa chiamata sinistra. Si spinge alle sue propaggini, tocca alcuni partiti di non chiara ortodossia, forse ammette anche qualche voto di protesta. "Ma con Vendola no!" Questo termine è connotativo quanto lo può essere una pianta in Amazzonia. Serve ad indicare qualcosa che probabilmente c'è senza volersi impegnare a fondo perché questa cosa prenda forma realmente, per paura di perdere qualche pecorella per strada. Mi spiego meglio: è molto più semplice dire "io rappresento coloro che non votano a sinistra" piuttosto che "io voto per coloro che hanno un sentire etico particolare, una visione economica specifica e una visione della società determinata". Il rischio di non far sentire qualcuno della partita è troppo grosso.
Un altro abito da sfoggiare in tutte le stagioni è la parola "popolare". Ci ispiriamo ai valori del popolarismo europeo, guardiamo alla carta dei valori del Ppe. A mio avviso quanti la declamano non l'hanno mai neppure letta. In ogni caso hanno fatto bene: c'è scritto poco.
Ciò che colpisce è che è stata talvolta usata, in accoppiata con la squadra dei "moderati" quella dei riformatori espropriando di questo termine la sinistra. Tutto ciò che non richiama il vecchio e lo stantìo, in fin dei conti va bene. Riformatori può voler dire "coloro che vogliono le riforme". Anche questo termine è usato con molta astuzia: qualunque riforma fa brodo.
Ciò che mi colpisce è che tutti questi termini sono impiegati per ostracizzarne uno, che in Italia è stato sempre utilizzato in un significato che più negativo non si poteva: "conservatori". Questo termine, di cui si è sempre dimenticato di esplorare a fondo il senso, rappresentava il peggio del peggio: coloro che non volevano cambiare. Una pistolettata affibbiata alla sinistra e persino agli ecologisti. Inteso, in caso contrario, nel senso di bigotto reazionario. Conservatore, invece, ha negli altri Paesi la potenzialità di rappresentare la destra liberale. Non solo i liberisti, ma anche coloro che sono meno propensi ai cambiamenti radicali: l'ideale per definire, nel campo bioetico, la nostra "area moderata", ma anche per rappresentare l'amore per lo Stato-Nazione e il tentativo di preservarne la struttura (anche dal punto di vista economico) e gli ideali.
Qualcuno, alla fine, me lo dovrà spiegare: perché nessuno a destra si è mai impossessato dei conservatori?

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