Fuori dall’ Italia

11 Marzo Mar 2016 1112 11 marzo 2016

Caos nei confini marittimi con la Francia

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L’Italia ha ceduto miglia marine alla Francia, Sardegna e Liguria in rivolta! E adesso anche la Toscana trema per i confini marini dell’isola di Capraia?
C’è chi grida al favoritismo, in realtà niente di tutto questo!
Facciamo un passo indietro e ripercorriamo i fatti: Mina un peschereccio ligure supera le acque territoriali sconfinando in acque francesi, viene sequestrato e successivamente rilasciato, i francesi si giustificano dicendo che non sapevano che il trattato tra Francia e Italia non era ancora stato ratificato da parte dell’Italia. Scarsa informazione da parte del governo francese alle capitanerie? Un confine labile, ma soprattutto incandescente nonostante si tratti di acqua. Il problema sussisterebbe soprattutto per i pescatori di gamberi che pescano lontano dalla costa, in profondità. È questo il motivo per cui il caso è andato sotto i riflettori e l’On. Pila ha mosso un’interrogazione parlamentare. La preoccupazione si è fatta sentire anche in Toscana, tanto che l’ 8 marzo, si è tenuto alla Farnesina un incontro tra il Sottosegretario agli Affari Esteri, On. Vincenzo Amendola, e l’Assessore all’Agricoltura della Regione Toscana, Marco Remaschi. L’incontro avrebbe consentito un chiarimento sulla portata dell’Accordo sulle delimitazioni marine tra Italia e Francia firmato a Caen il 21 marzo del 2015. In particolare, è stato illustrato come con l’Accordo di Caen l’Italia abbia mantenuto immutata la linea di base per l’arcipelago toscano. E’stato pertanto evidenziato che l’Accordo di Caen non modifica la situazione preesistente ma fornisce, invece, certezza all’estensione degli spazi marini di sovranità nazionale, inserendoli nel quadro di un accordo bilaterale con la Francia.
Vediamo di capire cosa effettivamente sia accaduto. Intanto è un negoziato cominciato nel 2006, con il governo Prodi, seguito da incontri bilaterali nel 2007 con Berlusconi, continuano nel 2012 con Monti a seguire con Letta e ratificato nel 2015 con Renzi. Dalle fonti del Ministero degli Esteri si evince che la preoccupazione che concerne i pescatori viene così definita nell’articolo 2 dell’accordo “Onde evitare che il presente Accordo pregiudichi le tradizioni di pesca dei pescatori professionisti dei due paese, le parti concordano, quale intesa di vicinato, di lasciare i pescherecci costieri italiani e francesi esercitare un’attività sui luoghi di pesca tradizionali situati all’interno di una zona definita dalle linee che congiungono i seguenti punti …” inoltre viene anche specificato che l’accordo risulterà valido quando verrà ratificato dal parlamento, cosa che a quanto pare non è ancora avvenuta.
Ma vediamo da dove arriva l’accordo: il 10 dicembre del 1982 viene firmato in Giamaica una convenzione stabilita dalle Nazioni Unite che regola il Diritto Marittimo, la Francia e l’Italia sono anch’esse firmatarie, la convenzione è entrata in vigore nel 1994. Quindi l’arcipelago toscano non ha nulla da temere e il confine marittimo tra la Francia e l’Italia manterrebbe quanto già stabilito inclusa la zona di pesca congiunta. Ed è qui il punto cruciale la “guerra” continua tra i pescherecci francesi e italiani per le zone più pescose per i gamberi, una situazione che si giocherà tra il buon senso dei pescatori nella spartizione di un pezzo di mare che dovranno condividere necessariamente e civilmente senza rappresaglie e scaramucce da cattivi vicini di barca!