Fuori dall’ Italia

15 Marzo Mar 2016 1245 15 marzo 2016

Operazione Dama Nera 2, non si ferma l'ondata di corruzione

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I FATTI. Ancora arresti per corruzione a Roma, sembra la storia infinita, questa volta tocca a 19 “brave persone” -tutti arrestati- tra imprenditori, dirigenti e funzionari di ANAS SPA ed un avvocato, in più sequestrate disponibilità finanziarie per circa 800.000 euro, profitto degli affari di corruzione. Coinvolto da indagato anche un politico, deputato della XVII legislatura il forzista Marco Martinelli. Il quale secondo l’ipotesi investigativa, in virtù del ruolo istituzionale ricoperto, ha garantito al titolare di un’importante impresa la nomina di un presidente di gara “non ostile”, tant’è che -effettivamente- l’imprenditore si è giudicato l’importante appalto in Sicilia.
Evidentemente lo stipendio di parlamentare non bastava né a lui ne agli alti dirigenti. L’operazione denominata 'DAMA NERA 2' è l’epilogo di un’altra operazione del GICO e del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma. Cosa facevano? Commettevano illeciti, in accordo con importanti imprenditori di caratura nazionale, in fattispecie criminose di corruzione, turbata libertà degli incanti, autoriciclaggio e favoreggiamento personale.
DETTAGLI. Scendendo nel dettaglio, gli episodi corruttivi individuati erano finalizzati a favorire l’aggiudicazione di gare d’appalto a determinate imprese, a velocizzare l’erogazione dei relativi pagamenti, a sbloccare i contenziosi, a consentire la disapplicazione di penali riguardanti l’esecuzione di pubbliche commesse, ad assicurare indebiti indennizzi in relazione a procedure di esproprio, ovvero ad agevolare l’ottenimento di fondi maggiorati illecitamente. Il mercimonio della pubblica funzione e la sistematicità dell’asservimento della pubblica amministrazione ai propri fini che per anni è andato avanti indisturbato. Fino a quando la GDF non ha bussato alla loro porta.
ln cambio degli illeciti servizi prestati e abusando dei poteri derivanti dalle loro posizioni privilegiate i dirigenti ANAS SPA e gli esponenti politici indagati ottenevano utili dai titolari di aziende, affidatarie di commesse di opere pubbliche di interesse nazionale.
Praticamente mezza Italia è stata coinvolta dalle perquisizioni, -oltre 50- effettuate nel Lazio, Sicilia, Calabria, Puglia, Lombardia, Trentino Alto Adige, Piemonte, Veneto, Molise e Campania. Passate al setaccio anche le sedi ANAS di Roma, Milano e Cosenza. E sono stati sottoposti a sequestro ulteriori 225.000 in contanti.
QUALI APPALTI? Le investigazioni hanno consentito di accertare, tra l’altro, come siano stati falsati importanti appalti pubblici: dall’itinerario basentano (compreso il raccordo autostradale SicignanoPotenza) alla SS 117 Centrale Sicula -quest’ultima cofinanziata dalla Regione Sicilia- entrambi aggiudicati nel 2014, alla SS 96 Barese e alla SS 268 del Vesuvio, arterie stradali aggiudicate nel 2012, arrivando sino a turbare la gara per la realizzazione della nuova sede ANAS di Campobasso, opera aggiudicata nel 2011.
LA PROCURA. Il G.I.P. della procura di Roma nel suo provvedimento ha scritto: 'un marciume diffuso all’interno di uno degli enti pubblici più in vista nel settore economico degli appalti', reso ancora più 'sconvolgente' dalla facilità di intervento del sodalizio per eliminare una penale, aumentare interessi e facilitare il pagamento di riserve, nonché, ancora più grave, far vincere un appalto ad una società 'amica', a discapito di altre risultate più meritevoli. “
LA DOMANDA. Visto che si sono adoperati così bene e la poltrona l’hanno veramente utilizzata, così tanto da usurarne il tessuto, saranno ricompensati per tutti questi meriti personali e attaccamento al lavoro o occorre fare una colletta popolare?