Fuori dall’ Italia

1 Luglio Lug 2016 1503 01 luglio 2016

Basta con l'Europa delle banalità

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Una scossa potentissima quella della Brexit, alta tensione che sta percorrendo la vecchia e nostalgica signora, l’Europa. Politici incapaci che hanno messo in mano ad una popolazione inconsapevole i destini di una nazione, la maggior parte di coloro che hanno votato per l’uscita hanno un titolo di studio bassissimo, probabilmente hanno deciso nei pub tra una birra e l’altra. Cameron ha lasciato che la sua capacità decisionale fosse esautorata da nostalgici dell’impero Vittoriano, quando l’Europa esisteva solo come continente e la famiglia della regina Vittoria intrallazzava matrimoni. Una manciata di voti hanno spazzato anni e anni di ricerca di coesione. Certo bisogna avere il coraggio di guardare la realtà e ammettere che mancano i veri statisti, quelli che fanno la storia. Ma purtroppo nessuno Stato è più in grado di produrli. L’impressione che se ne ricava è solo un gran caos, negli ultimi anni non è stata espressa nessuna politica unitaria, tranne quella che abbassa o alza i tassi, l’unica vera forza che unisce è la BCE, per il resto litigano sulla misura delle vongole, sulle quote latte, sui prodotti DOP e DOC tutte pignolerie che hanno indebolito un programma politico. L’Europa geografica non si può annullare e questo è un dato di fatto, per cui quelle menti minus degli inglesi come Farage e compagni avranno sulla coscienza non solo il presente, ma il futuro dei sudditi di Sua Maestà, la quale è troppo occupata tra cani e cavalli per rendersi conto che un giorno o l’altro la corona potrebbe caderle dalla testa. Tra Scozia e Irlanda i venti di secessione potrebbero spazzare via The Great Britain e tornare alla frammentazione medievale. Ormai ogni scenario è possibile. Nulla da obiettare se Junker abbia chiesto a Farage cosa ci facesse oggi al parlamento Europeo, il Signor Farage non sarebbe dovuto neppure andare e ben stanno i fischi e altro con i quali è stato accolto. È arrivato il momento che i capi di governo mettano sul tavolo non le figurine Panini per completare l’album dei calciatori, ma progetti veri, onesti, seri che sappiano dimostrare non a se stessi quanto valgono -a onor del vero poco, molto poco- ma progetti di crescita, di lavoro e di condivisione e che sappiano gestire la querelle che più terrorizza: l’immigrazione.
Un suggerimento anche a Trump glielo dovrebbero dare, non facesse il politico e lo stratega, quindi i consigli estemporanei all’Italia e alla Francia se li tenesse per se: vedremo a novembre il voto degli americani in quale direzione andrà. Sarebbe auspicabile per il bene dell’umanità che il costruttore di torri nonché guerrafondaio newyorkese facesse la fine di Nabuccodonosor.

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