Giovani di spirito

20 Novembre Nov 2015 1919 20 novembre 2015

E vi pare cosa banale?

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Giuseppe (il nome, ma solo quello, è di fantasia) fuma da un sacco di tempo. Inizia a vent’anni e non c’è giorno che non tocchi sigarette, nonostante frequenti disturbi respiratori. A 56 anni gli diagnosticano l’asma, che lo convince a fumare di meno. Progressivamente, finchè, il giorno del 60° compleanno decide: insieme alle candeline spegne anche le sigarette. Una volta per tutte. Da allora inizia anche a fare una vita più accorta, più sana a tavola e meno sedentaria. Si sente bene.

Oggi Giuseppe ha 11 anni in più. E a 67 anni, per quanto si possa essere in forma, le difese immunitarie calano fisiologicamente. Questo espone maggiormente ai virus, soprattutto ai più aggressivi come quelli dell’influenza. Di questi il ceppo A è il più diffuso ed è quello che causa morti per complicanze respiratorie e cardiovascolari. L’85% delle quali avviene tra persone con più di 65 anni. Insomma, se Giuseppe oggi si dovesse “beccare” il virus dell’influenza, l’asma che del tutto via non se n’è andata potrebbe giocargli il più brutto degli scherzi.

Lo scudo contro tutto questo Giuseppe ce l’ha. E sta a monte. Perché è il calo delle difese immunitarie che lo rende vulnerabile, dunque sono le difese immunitarie che vanno rafforzate. E il modo più efficace per farlo è la vaccinazione antinfluenzale, in particolare quella adiuvata, più adatta ai “non più giovani”: il virus non lo colpisce e l’asma di Giuseppe non rischia di complicarsi.

Le scorse settimane, con temperature primaverili - se non estive in alcune regioni - ci hanno fatto pensare a tutto tranne che ai malanni invernali. Ci hanno fatto vestire più leggeri, ma ci hanno fatto anche prendere con leggerezza virus e batteri. E 42 mila persone nell’ultima settimana sono finite a letto con l’influenza. Mille in più rispetto alla settimana precedente.

Segno evidente che non bisogna abbassare la guardia e, soprattutto, non bisogna accantonare il discorso della vaccinazione antinfluenzale, a cui si deve ricorrere in queste settimane affinché sia efficace e copra i mesi successivi. Questo vale soprattutto per le persone più a rischio di complicanze - come Giuseppe - perché l’influenza in sé può sembrare malattia banale e normale, ma associata, ad esempio, a patologie croniche può portare a complicazioni anche gravi.

@Preglias