Giovani di spirito

10 Dicembre Dic 2015 1609 10 dicembre 2015

Colleghi, vacciniamoci

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Il mio medico non si vaccina contro l’influenza, perché dovrei farlo io?

Giusta osservazione. E i dati non mentono: solo 2 operatori su 10 si vaccinano, siano essi medici o infermieri. Ed è così che, invece di farsi promotori di una buona pratica, diventano dei veri e propri untori. Ambulatorio o ospedale non fa differenza. Noi operatori sanitari siamo maggiormente a contatto con i malati e dobbiamo considerare una duplice responsabilità nei confronti degli assistiti: professionale ed etica.

Professionale perché, se ci ammaliamo, le assenze per malattia determinano una carenza nel servizio al cittadino.

Etica perché il medico o l’infermiere entrano in contatto con malati spesso particolarmente fragili per via di altre patologie. Così diventano vettori del virus influenzale e mettono a rischio la vita dei loro pazienti.

Però c’è anche chi dà il 'buon esempio', come la Fimmg. Da una ricerca condotta tra i membri della Federazione dei Medici di Famiglia, la quasi totalità si vaccina contro l’influenza. E la promuove tra i propri assistiti. In particolare tra gli anziani sopra i 65 anni, preda facile per i virus. Con loro hanno un occhio di riguardo perché hanno un sistema immunitario deficitario e indebolito. A loro consigliano la vaccinazione adiuvata, che incrementa le difese immunitarie e agisce rafforzandole.

E questo vale anche per i settantenni più “forti”. Tipo il vostro caro amico, 68 anni compiuti, che ancora gioca a tennis e vi batte pure. Lui a vaccinarsi non ci pensa proprio. Così però può succedere che il virus influenzale lo colpisca. La febbre sale, la tosse si trasforma in polmonite e finisce in ospedale. E quando andrete a trovarlo, lo potrete sgridare. Gli sarebbe bastata una iniezione per evitarsi tutta quella sofferenza.

Ma col senno di poi non si evita l’influenza. Occorre agire prima. Occorre prevenire. Per se stessi e per gli altri.

@preglias