Giovani di spirito

13 Novembre Nov 2016 1741 13 novembre 2016

Qual è il vaccino giusto per me?

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Negli ultimi mesi si parla molto di medicina personalizzata. Terapie importanti, come quelle per diversi tipi di tumore, prevedono sempre più un metodo personalizzato. Questo approccio nasce dalla crescente consapevolezza dell’unicità del nostro organismo, per questo alcuni farmaci sono efficaci per una persona, ma non per un’altra. Per scoprire tutte queste particolarità e realizzare dei trattamenti mirati ci vorrà ancora del tempo, ma i primi passi sono già stati mossi. Al momento, comunque, ci sono delle differenze più facili da studiare, come quelle legate all'età: è risaputo, ad esempio, che negli anziani il sistema immunitario è meno reattivo. Questo fattore va preso in considerazione soprattutto durante il periodo della vaccinazione antinfluenzale: forse non tutti sanno che l’ampia scelta di vaccini disponibili in Italia è già in grado di offrire una sorta di “prevenzione personalizzata” a seconda delle fasce d’età.

I vaccini convenzionali sono adatti a tutte le età e forniscono agli individui sani una buona protezione dall’influenza. Ma i vaccini capaci di stimolare maggiormente il sistema immunitario sono di due tipi: quello intradermico, che per la specifica via di somministrazione è utilizzabile anche negli individui particolarmente magri e deperiti, e quello adiuvato. In particolare, rispetto ai vaccini convenzionali, quello adiuvato ha dimostrato di ridurre drasticamente le ospedalizzazioni per influenza e polmonite negli over 65, offrendo così una protezione più elevata proprio laddove ce n’è maggiormente bisogno. Inoltre, l’adiuvato non solo protegge contro l'infezione da virus contenuti nel vaccino, ma anche contro quelli leggermente mutati. Questa caratteristica è molto importante perchè è probabile che, nel circolare, questi patogeni subiscano delle variazioni, anche durante la stessa stagione invernale.

Sempre parlando di maggiore protezione per la categoria over 65, dobbiamo sottolineare l'importanza di un altro vaccino, quello contro lo pneumococco. Questo batterio causa la polmonite e sappiamo che, soprattutto negli anziani e nei malati cronici, l'infezione da pneumococco è una delle complicanze più diffuse e pericolose dell'influenza, con una mortalità del 30-40% nonostante le terapie antibiotiche e il ricovero. Diversamente dal vaccino contro l'influenza, che va fatto tutti gli anni a causa delle continue mutazioni dei virus, quello contro lo pneumococco va fatto solo una volta e si può approfittare della campagna antinfluenzale per richiedere al proprio medico questa ulteriore forma di protezione.

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