Giovani di spirito

25 Novembre Nov 2016 1804 25 novembre 2016

Raffreddore e influenza non sono la stessa cosa. Anche se a volte si pensa il contrario.

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L’inverno è alle porte, e con i mesi più freddi arrivano anche i cosiddetti malanni di stagione: naso congestionato, mal di gola e tosse accompagnano spesso le nostre giornate e ci costringono a rinunciare al lavoro e agli impegni personali. “Ho l’influenza”, sentiamo dire frequentemente e in modo abbastanza generico. Ma è davvero così? Non sempre, a volte si tratta di malattie da raffreddamento, le cosiddette sindromi parainfluenzali, che si risolvono in circa una settimana e senza particolari complicazioni.

Tutt’altra cosa è l’influenza, di cui tanto si sente parlare sui media in questo periodo. Ma cosa rende diverso il raffreddore dall’influenza? Quest’ultima si riconosce dal modo brusco con cui si manifesta, con febbre molto alta, e dall’insieme di sintomi che prostrano chi ne viene colpito: possono infatti essere presenti non solo tosse, mal di gola e congestione nasale, ma anche difficoltà a respirare, sibili, brividi, stanchezza, sudorazione, vomito, capogiro. Queste manifestazioni possono durare anche alcune settimane.

L’influenza è quindi una malattia debilitante che, a differenza del comune raffreddore, può portare a delle complicazioni importanti - sinusite, bronchite, polmonite – soprattutto nella popolazione anziana. Infine, proprio a causa della sua aggressività, è pericolosa per quanti soffrono di asma, BPCO, malattie cardiovascolari, perché può peggiorare le loro condizioni e, nei casi più gravi, portare anche alla morte. Si stima che in Italia siano circa 8mila le persone che ogni anno muoiono a causa delle complicanze legate all’influenza. Spesso sono proprio i nostri nonni, cioè gli anziani che hanno superato i 65 anni e magari soffrono già di altre malattie legate all’età, la categoria più esposta agli esiti infelici di un’ influenza non prevenuta in modo appropriato.

L’influenza non è un banale raffreddore, e infatti il Ministero della Salute ha previsto la vaccinazione gratuita per gli anziani, le donne in gravidanza, e i malati cronici (insieme ad altre categorie a rischio). Il vaccino comincia ad agire 7-10 giorni dopo la somministrazione e protegge l’organismo contro i virus influenzali: per questo è importante non indugiare oltre e chiedere al proprio medico di famiglia tutte le informazioni e i consigli necessari per una scelta vaccinale appropriata. Perchè, ricordiamolo sempre: vaccinare significa proteggere, prima di tutto i nostri cari più fragili e potenzialmente esposti al rischio.

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