Giovani di spirito

1 Dicembre Dic 2016 1523 01 dicembre 2016

Come si parla di influenza online?

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L'inverno è ormai arrivato e l'influenza comincia a fare capolino alle nostre porte. Come ci comportiamo? Un'idea di quale siano gli atteggiamenti, le preoccupazioni e i rimedi più diffusi la possiamo avere studiando le conversazioni e le informazioni che circolano in rete, in particolare sui social network. L'analisi l'ha condotta Voices from the Blogs, spin off dell'Università di Milano, su oltre 700mila post e news, e i risultati sono davvero interessanti:

  • il 56% delle volte in cui si parla di influenza si citano farmaci e cure e solo nel 19% la prevenzione, mentre nel 24% dei casi si afferma di non fare ricorso ad alcuna cura.
  • il sentiment nei confronti della vaccinazione anti influenzale è prevalentemente positivo. I commenti a favore rappresentano il 50,4%, quelli neutrali il 38,9% e quelli negativi il 10,7%. Quando si parla di anziani, però, la quota di commenti positivi sale al 69%.
  • chi ne parla in maniera positiva afferma che il vaccino limita il contagio (26,8%), che dopo il vaccino non ci si ammala più (24,2%) e che è importante per gli anziani (17,8%),
  • di vaccino adiuvato, indicato per gli over 65, si parla però solo sui siti istituzionali, sui blog che parlano di anziani e sui siti di informazione medica.

A partire da questi risultati possiamo fare qualche riflessione. La prima è che la prevenzione, sul web come fuori dalla rete, fa meno notizia della cura: un atteggiamento figlio della convinzione che l'influenza non sia una malattia grave. Una convinzione sbagliata, come testimoniano le circa 8mila persone che si stima muoiano ogni anno a causa di condizioni di salute in qualche modo aggravate dalla presenza dell'infezione influenzale. E proteggere gli anziani dalle complicanze dell'influenza è uno degli obiettivi principali della campagna di vaccinazione.

La seconda è che chi è attento alla prevenzione ha ben chiaro perché sia importante praticarla: nel caso del vaccino, quindi, capisce qual è il valore in termini di salute e di qualità di vita, in particolare per le popolazioni più fragili come gli over 65.

La terza, infine, riguarda il concetto di appropriatezza vaccinale (ovvero il fatto che ciascuna fascia di popolazione debba essere protetta con il vaccino più appropriato), che purtroppo non è ancora patrimonio comune ma rimane confinato nell'ambito della comunicazione medica. Questo è un fatto grave perché oggi abbiamo a disposizione vaccini diversi e adatti a differenti esigenze. In particolare, è importante proteggere nella maniera più efficace possibile gli over 65, più colpiti dal virus di tipo A e a maggior rischio di complicanze importanti, come la polmonite. Il vaccino adiuvato garantisce proprio questa massima protezione perché aumenta la capacità del sistema immunitario degli anziani, notoriamente meno attivo, di reagire all'infezione, e perché questo potenziamento allarga lo spettro delle risposte protettive, proteggendo così anche contro i virus leggermente mutati che possono circolare nel corso della stagione.

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