Giovani di spirito

19 Dicembre Dic 2016 1042 19 dicembre 2016

Vaccinazione antinfluenzale, non è (ancora) troppo tardi

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I dati che provengono dal sistema di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità confermano che stiamo entrando nel periodo “caldo” dell’influenza: i virus influenzali isolati dai laboratori sono in aumento e il tipo A (quello più pericoloso per gli anziani) fino ad ora prevale nettamente sul tipo B. Dall’avvio di stagione, l’influenza è sembrata subito particolarmente aggressiva quest’anno: si stima infatti che siano già oltre mezzo milione gli italiani che si sono ammalati, con un livello di incidenza di quasi due casi ogni mille assistiti. Piemonte, la provincia di Trento, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Lazio e Campania sono le Regioni in cui si osserva una maggiore attività virale.

Sebbene sempre più persone siano già costrette a letto a causa di febbre alta, mal di gola e dolori muscolari, se guardiamo le curve che descrivono l’andamento della diffusione dell’infezione nelle scorse stagioni, vediamo però che siamo solo all’inizio: è tra la metà di gennaio e l’inizio di febbraio che, di solito, i virus influenzali colpiscono più duramente. Per questo, è bene sottolinearlo, chi non si fosse già vaccinato è ancora in tempo. Il vaccino, infatti, impiega due settimane per entrare a regime ed esercitare così la sua funzione di scudo contro i virus influenzali, che mantiene per circa 6 mesi.

Inoltre, bisogna ricordare che ci sono persone particolarmente fragili di fronte all’influenza, perchè l’infezione può aggravare le loro condizioni o mettere a rischio la loro salute e quella dei loro cari. Ed è per queste categorie che il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione anti-influenzale: bambini con più di 6 mesi e ragazzi e adulti affetti da malattie croniche come diabete, malattie cardiovascolari, epatiti; donne in gravidanza al secondo e terzo trimestre; persone di qualunque età ricoverate in strutture di lungodegenza; personale medico; familiari di persone a rischio; alcune categorie di lavoratori al servizio del pubblico, come gli agenti di polizia o i vigili del fuoco; chi lavora a contatto con gli animali,

E infine tutti coloro che hanno più di 65 anni, i più numerosi e i più a rischio di complicazioni, ancor più dato il tipo di virus che sembra prevalere fino ad ora. Per loro, come dimostrano numerosi studi, il vaccino più appropriato è quello adiuvato, capace di potenziare la risposta immunitaria e di proteggere anche contro alcune mutazioni dei virus nel corso della stagione.

Per questo Natale, una buona protezione antinfluenzale può essere davvero un regalo.

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