Glam of Com

8 Ottobre Ott 2014 1023 08 ottobre 2014

Benvenuta Comunicazione!

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Tutti la amano ma nessuno la vuole! Tutti sanno che è indispensabile “ma se ne può fare anche a meno”. E’ vista così la Comunicazione in Italia, attualmente. Come un lusso, una parola che ha mille significati ma nulla di più. Sembra che per molti non sia una materia di studio né un mestiere. Tutti comunicano, tutti possono farlo. Certo. Ma 'comunicare' è una professione a tutti gli effetti, e come ogni altra prevede studio, passione e dedizione. Competenza insomma.

Grazie alle numerose (forse troppe) facoltà di Scienze della Comunicazione, anche in Italia negli ultimi anni si sono formati molti giovani, esperti nei diversi settori di questa vasta materia di studio: dal giornalista al semiologo, dal web master al PR, dall’esperto di comunicazione aziendale o sociale, a quello di comunicazione digitale. Siamo in tanti sul mercato, è vero, e l’offerta di lavoro è bassa anche a causa della crisi, verissimo. Ma vi assicuro che mi capita spesso di leggere annunci in cui si cerca un Social Media Account, o un Addetto Stampa, o un responsabile della Comunicazione Interna, e alla voce requisiti richiesti è scritto: Laurea in Economia, per esempio. Ecco, senza nulla togliere ai laureati in Economia, ma io che sono laureata in Comunicazione non potrei mai fare la commercialista, giusto? E allora perché per ricoprire questi ruoli non è richiesto un professionista del mestiere?

Perché la Comunicazione, in Italia, non è ancora riconosciuta come vero e proprio settore di studio, e addirittura in molti, forse troppi, non sanno ancora che esistono studiosi ed esperti della materia. Parlo spesso con imprenditori dell’importanza della Comunicazione in azienda, della cura dell’immagine del marchio, del prodotto. E vi assicuro che tanti di loro non conoscono neppure l’esistenza di una figura specifica che si occupi di tutto questo. La Comunicazione esiste, può servire, ma a molti poco importa. Non la conoscono al punto da non capire quanto sia fondamentale per il buon successo di una azienda. Eppure ogni individuo ed e ogni società, senza accorgersene, comunica ogni giorno, ogni istante.

Lo diceva il mio professore di Comunicazione d’Impresa, all’università: “Quando voi uscirete da qui troverete mille difficoltà. Quello che in America e in nord Europa è il settore principale per ogni azienda, pubblica e privata, in Italia è in molti casi sconosciuto. Avrete difficoltà non solo a trovare un’occupazione, perché il settore della Comunicazione in molte aziende è inesistente. Ma soprattutto, avrete difficoltà a far comprendere alla massa che esistete voi, che esiste addirittura il ‘professionista della Comunicazione’ ”.

Purtroppo aveva ragione. L’ho provato in nord Europa e lo sto provando qui. Chi, come me, ha scelto di tornare o di restare in Italia, lotta ogni giorno per far valere le proprie competenze e per spiegare al dirigente di una azienda che, per gestire i sul sito e i Social Media, o curare l’immagine del marchio, sarebbe opportuno cercare un laureato in Comunicazione. Ma perché sembra tutto così difficile?

Nel pubblico la situazione non è molto diversa, se consideriamo che vi sono addetti stampa che non hanno una laurea in Comunicazione e zero specializzazione in Giornalismo e Ufficio Stampa. E l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti? Anche questo, molto spesso, è un ‘dato non pervenuto’.

Insomma. Un disastro. Una professione che c’è ma non si vede, che esiste ma in troppi non lo sanno.

Ora qualcosa si sta muovendo. Sempre più aziende o associazioni ricorrono alle agenzie di comunicazione, sempre più utenti sono in grado di distinguere un blog professionale da uno che non lo è, un giornalista vero da uno improvvisato, una pagina social ben curata e coerente all’immagine del marchio da una gestita malissimo.

Anche il Primo Festival della Comunicazione di Camogli, in Liguria, che si è tenuto nel settembre scorso, è un segnale. Finalmente se ne parla! I professionisti del settore si sono riuniti in una tre giorni ricca di workshop, incontri, convegni, mostre, per parlare della Comunicazione, del loro ‘mestiere’. Forse anche nel nostro Paese è giunto il momento di riconoscere l’esistenza di questa professione, bellissima oltre che fondamentale nel mercato del lavoro moderno e globale, in cui gestire le informazioni e l'immagine diventa sempre più difficoltoso quanto indispensabile. La strada da fare è tanta e la crisi non aiuta di certo. Ma con uno slancio di ottimismo, e anche di ironia, lasciatemelo dire: cara Comunicazione, benvenuta in Italia!