Glam of Com

26 Novembre Nov 2014 2114 26 novembre 2014

Oltre le mode, il parka

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Lui, sempre lui. Sempre must tra i must. Quest'anno come quello passato, come l'altro ancora. E' il parka. L' icona. Lui che nei secoli si è evoluto, ha acquisito e a volte perso dettagli, per rimanere sempre unico e originale, sempre nuovo ma uguale a se stesso. Lui che come pochi capi ha attraversato la storia, andando oltre le categorie e classi sociali, le differenze culturali e di costume, i gusti e le tendenze, i valori e le credenze politiche.

All'origine, precisamente nell'epoca preistorica, era un capo d'abbigliamento eschimese, delle isole Aleutine, simile all'anorak, realizzato in pellicce di orso polare, di volpe e di foca, per proteggersi dal freddo incombente. Dalla preistoria ad oggi, il parka è stato indossato e rivisitato in molteplici declinazioni, fino ad arrivare sulle passerelle come una vera icona della moda che ha conquistato tante generazioni, e che dal lontano circolo polare artico è giunto con tutto il suo fascino fino al nostro continente.

Così, affascinante come tutto ciò che è unico, per nulla scalfito dal tempo, dalla storia, dagli avvenimenti, negli anni '50 il parka è diventato simbolo della corrente giovanile Mod, che deriva da 'modernism' in riferimento ai fan del modern jazz di Londra. Questi giovani d'elitè indossavano il giubbotto impermeabile che era quello dei militari americani della Seconda Guerra Mondiale. Rigorosamente verde, con spille e toppe, lungo e avvitato, con coda di rondine e cappuccio. Negli anni '70 il parka è passato per le mani degli anarchici insurrezionalisti, per poi conquistare, negli anni '90, un'altra generazione: quella ribelle, quella delle All Star e dei jeans sbiaditi, quella grunge insomma. Ebbene si, anche Kurt Cobain dei Nirvana e Eddie Vedder dei Pearl Jam si sono lasciati affascinare dal giaccone multitasking realizzato ora anche in nylon, poliestere, lana, tela.

Lungo fino a metà coscia e chiuso in fondo da una coulisse, ora è realizzato non solo in verde military come all'origine, ma anche nei toni del fango, del terra, del blu navy, del sabbia e addirittura con risvolti a contrasto, o accostamenti di diversi materiali, o multicolor. Da quando, nel 2003, Kate Moss si è fatta fotografare con il parka, e poi nel 2008 è apparsa con in testa il cappuccio sulla copertina di Vogue, questo capo icona è tornato alla ribalta.

Ma in realtà per lui il sipario non era mai calato, e il suo appeal non lo aveva mai perduto. I primi a portarlo in passerella sono stati tre brand che vantano una lunga tradizione di giacche e impermeabili: Fay, Acquascutum e Burberry London. Non c'è persona o generazione che non si riveda, almeno un po', nel lungo e caldo giaccone che anche quest'inverno si annuncia tra i pezzi di abbigliamento più richiesti da giovani, adulti, e anche per il look dei bambini.

Sempre lui, sempre lo stesso. Rinnovato ogni anno dalle case di moda che fanno a gara per dare all'iconico eschimo la propria impronta, per sugellare su di esso la loro identità. Simbolo di elitè come di gioventù ribelle, di ragazzi dal look pulito come di gruppi rock e anticonformisti, il parka non solo è multitasking ma è soprattutto 'multistyle-mood'.

Ed anche per questo, o forse proprio per questo, non smetteremo mai di indossarlo. Intramontabile.