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24 Dicembre Dic 2014 1150 24 dicembre 2014

Sua eccellenza, il grigio

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Cosa è per voi il grigio? Quali emozioni e sensazioni sucitano in vuoi le sue mille sfumature? Lo amate o lo odiate? Oppure lo trovate talmente insignificante da non prenderlo proprio in considerazione? Secondo il test dei colori di Luscher, il grigio rappresenta il colore senza stimoli né tendenze psicologiche. E’ neutro, né soggetto, né oggetto, né interiore, né esteriore, né tensione, né rilassamento.

Per molti il grigio è il colore della tristezza, per altri quello della vecchiaia, per altri ancora è l’opposto del verde, del bello. E’ la contrapposizione a tutto ciò che rappresenta la vita, la gioia, la positività.

Per la moda no. Non è così. E’ come se il mondo dell’abbigliamento stia letteralmente rifiutando tutte le accezioni legate al colore grigio. Triste? No, semplicemente sobrio. Cupo? No, discretamente brillante. Vecchio? No, tradizionale e giovanile come nessuno. Insignificante? Assolutamente no, ma semplicemente elegante, raffinato. Privo di carattere? No, solo perfetto per una tuta da ginnastica come per l’abito per la cerimonia più elegante della nostra vita.

E allora cos’è il grigio? Per qualcuno è territorio smilitarizzato, terra di separazione tra zone contrastanti, muro di Berlino. Il colore di chi non si schiera, di chi rimane in disparte, di chi vuole proteggersi da tutto e da tutti. Di chi resta a guardare.

Per molti è l’eccellenza, il colore tra i colori, è esso stesso significante e significato. Il segno. Segno che può contenere tutti i contenuti che vogliamo dargli. E’ come una tavolozza da riempire come più ci piace. Pensateci bene? Cambiando gli accessori ad un look grigio, o abbinando ad esso colori diversi, riusciamo a cambiare radicalmente uno stile. E poi, diciamolo, i dettagli, i particolari, i ricami, il tessuto e il taglio di un abito fanno davvero la differenza.

Si è vero, il grigio è il colore che scegliamo quando siamo indecisi, quando il nero non va bene e il bianco nemmeno. Ma è anche quello che ci fa sentire perfetti sempre, ad ogni occasione. E’ quello che, più di tutti, ci mette di fronte alla scelta: che stile dare al mio abito grigio? E quindi alla domanda: chi sono? E’ quello che ci chiede di prendere una posizione, che ci costringe a mettere in gioco la nostra personalità per uscire dalla banalità e dall’anonimato a cui potrebbe relegarci. Ci lascia liberi da restrizioni, ci spoglia dalle difese, anche in termini di abbigliamento, che spesso ci costruiamo intorno.

Il grigio diventa, così, nella moda ma non solo, tutto e il contrario di tutto. Ci spoglia e ci fa sentire difesi. Ci costringe a scegliere e ci rende sicuri.

Giorgio Armani ha fatto del grigio il simbolo dei suoi messaggi, il segno distintivo dei suoi abiti. Ha reso il grigio supremo, gli ha dato il significato più sublime che questo termine potesse avere.

Dimostrazione eccelsa che il grigio è nullo, è trasparenza, se siamo incapaci di dargli un significato, un perché. Ed è dominante, è il colore tra i colori, quello che più di tutti si avvicina a noi stessi, al nostro stile, alla nostra personalità. Quello che più ci rappresenta se sappiamo renderlo intrinseco delle sensazioni, dei gusti, degli stati d’animo che ci appartengono.

Si, è il caso di dirlo. E’ il grigio il re dei colori. Sua eccellenza. Talmente al di sopra, che ognuno può dargli il ruolo o il significato che vuole, e lui si adatta senza mai scalfirsi, senza mai perdere la sua vera essenza. Ecco perché la moda lo ama. Perché con il grigio si sente libera di creare, di fare e disfare, di emozionare, di comunicare. Libera di essere.