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21 Luglio Lug 2015 1143 21 luglio 2015

Moda democratica? Fiorucci ha rotto le regole

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Il messaggio che Elio Fiorucci, commericiante prima che stilista, lascia alla moda italiana e mondiale, non è la democrazia del vestire. E' qualcosa di più forte che non abbiamo il diritto di confondere, perchè non faremmo giustizia al suo coraggio e alle idee, visionarie, che lo hanno reso quello che è stato e che resterà.

Italiano, figlio di un commerciante di pantofole. Nel negozio del suo papà, l'intuizione, a poco meno di 30 anni: le galoche di plastica coloratissime. Ora vi sembrano scontate, ma negli anni '60 no.

I più, di Fiorucci, ricorderanno per sempre gli angioletti, logo criticato e amato. Troppo kitsch, troppo barocchi. O dolcissimi, teneri, di ispirazione vittoriana.

Quando in Italia la moda era ancora tanto inglobata, immobilizzata nelle sue regole di eleganza, di classi sociali affannose di distinzioni a colpi di dettagli, accessori e atteggiamenti. Insomma quando in Italia la moda era ancora senso di appartenenza ad un gruppo, ad un angolo preciso della società, più che alla propria individualità, Elio era già andato a sbirciare fuori dallo stivale. Perché chi ha l'animo predisposto a catturare le sensazioni che la società trasmette, vuole sapere, conoscere, assorbire.

Metà anni '60. New York, poi Londra. La Swinging London, Biba, King's Road: 'Quel casino che rompeva le vecchie regole. Negozi di abbigliamento di ogni genere, dall'aristocrazia inglese allo chic parigino'. E tra le caotiche vie, dal centro ai suburb dove lo street style non era uno stile, era stile di vita, era essere se stessi e basta, il giovane milanese Fiorucci si lasciò folgorare.

Il suo animo intuì la strada che avvicina la moda all'uomo. Uomo come individuo, come unità, unica e dotata di spirito e personalità, di gusto e sensazioni proprie: 'Quel caos creativo rappresentava un rapporto nuovo, libero con il problema del vestire, dell’eleganza'.

Hanno scritto che la sua è una moda democratica. Oggi lo scrivono tutti, si perché va di moda dire che una moda sia democratica. Ma cosa vuol dire in realtà? La democrazia ha le sue regole. La moda di Elio Fiorucci le rompe, le disintegra, e si lancia a capofitto tra le braccia di chi è pronto, mentalmente pronto, a farla propria. Perché a fare della moda un linguaggio personale, modellarla sulla propria anima, e immergersi in una società come quella italiana dove le regole della moda inculcate nelle menti delle masse, più che democratiche sono dettami di business, macchine per far soldi su individui che diventano target e basta, ci vuole coraggio.

Ci vuole quella forza interiore che unita al talento spacca le barriere e crea qualcosa di nuovo, che non sempre è distruzione creatrice perché non annulla ciò che esiste già. Ma di certo entra prepotente nel mondo dove, dagli animi più sensibili in poi, in tanti saranno pronti a captarla, a farla propria, fino a farla diventare moda. E' così che andrebbe visto il processo, al contrario.

Perché quando Du Pont ha lanciato la Lycra, Fiorucci ha pensato di unirla al denim per creare i primi jeans stretch. Perché quando gli stilisti disegnavano ambiti, e le aziende di occhiali facevano occhiali, lui firmò una linea di occhiali. Si. E poi quando le donne pensavano di aver raggiunto il massimo della libertà nel poter indossare i pantaloni, lui inventò gli skinny, disegnati sul corpo femminile, come una seconda pelle. Questo vuol dire creare, nella moda come in ogni ambito della società, in ogni settore, in ogni linguaggio artistico.

Elio non ha reso la moda democratica. Quello lo ha fatto Chanel 'qualche' anno prima, ma è un'altra storia. Elio Fiorucci, italiano di Milano, ma con gli occhi puntati su quelle fette di mondo dove la civiltà umana ha fatto delle contingenze critiche della storia i momenti migliori per conquistare libertà individuale, ha fatto di più. Ha umilmente provato ad insegnare al mondo, e prima alla sua Italia, che la moda non è democrazia. E' coraggio di guardarsi dentro, di rompere le reti e liberare ciò che si è.

Dobbiamo avere coraggio. Elio Fiorucci, attraverso la moda, prova a dircelo da 50 anni. E prima di lasciarci per sempre, il re degli angioletti e poi della Love Therapy, fatta di nani e cuori in un mondo tutto rosa, ci svela anche il segreto: 'Pace, amore e buon umore'.