Gufi da Hogwarts

4 Ottobre Ott 2012 2009 04 ottobre 2012

La mia vita sul Moodle

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Boom.
L'effetto dell'anestesia che mi sono auto-somministrata al momento dell'arrivo a Oxford (ormai quasi 3 settimane fa) è improvvisamente svanito.
Risultato: primo sfogo cum tanto di lacrima annessa di quello che si prospetta un anno a trama fitta.
Messi da parte i fazzoletti (il pianto non mi ha rubato più di 15 minuti, comunque. Più che altro perché non avevo tempo di lasciarmi andare al delirio emotivo. E anche perché ho ricevuto il supporto di una persona speciale) è tempo di fare un'analisi.

Ecco cosa succede a frequentare un Ma in Inghilterra.

1) Organizzazione (Chi ha frequentato come me l'università statale di Milano si diverta a fare il gioco delle differenze).
- Ogni studente ha la sua Pip page (sì, fa ridere) con il suo timetable e altri miliardi di dati personali-utili.
- A lezione gli insegnanti ci ricoprono di moduli Handbook (formato cartaceo) con il programma d'esame, l'esatta suddivisione delle settimane, di quello che faremo, di quando ci sono gli esami finali e gli esami di mezzo, di presentazioni power point che poi ci inviano anche per mail.
- Dopo le lezioni infatti ogni prof si collega alla sua posta elettronica e ci scrive quanto è stato contento di avere fatto lezione con noi, quanto siamo stati bravi e i compiti per la settimana dopo (che possiamo trovare anche nell'handbook di carta-ma poi ne aggiungono sempre altri). Bravi bambini, ora sgobbate come pazzi.
Nel caso di Marketing ci viene regalato anche un elenco di quello che NOW YOU KNOW.
Li chiamano Learning outcomes.
Cosa dovrei sapere ora? Mmm...secondo la prof, dopo una semplice presentazione powerpoint e un seminario con l'unica insegnante il cui inglese parlato resta per me un mistero profondo, io ormai sono in grado: "evaluate & analyse the competitive market in which your organisation is operating using the useful tools of PEST (market analysis) & SWOT (organisational analysis)".

Beh. Non è vero.

- E poi c'è il Moodle. Una novità anche per la Oxford Brookes University. Parola gommosa.
Trattasi di un sito con personal access in cui gli insegnanti pubblicano i materiali che ci hanno inviato per mail e dato in formato cartaceo. Dove possiamo registrarci per partecipare a visite guidate nei laboratori e negli uffici di operatori del settore, o scegliere quali editori vogliamo incontrare alla Frankfurt Book Fair settimana prossima.
Sul Moodle si trovano le consegne per gli esami che andremo ad affrontare, i file che dobbiamo scaricare preventivamente e mettere sul nostro account Dropbox (Students...non avete un account Dropbox? BEH APRITELO. ORA).
Ci piazziano documenti e immagini che useremo per la lezione di InDesign nel laboratorio di informatica (che si chiama Tongue- mi fa ridere), ma anche siti web di riferimento per i nostri esaltanti progetti di gruppo.

Istruzioni per l'uso: tenere costantemente d'occhio il Moodle che è in effetti molto utile.
Anche se, "WE DO APOLOGISE,  ci sono ancora dei problemini riguardo alle aule dove terremo le lezioni. Controllate anche l'e-mail, magari cambiano all'ultimo minuto. Scusate-scusate-scusate. Ma ve lo faremo sempre sapere giurin giuretto".

2) Individualismo, vade retro.
Fin dal primo giorno siamo stati divisi in gruppi, sottogruppi, coppie. Con queste persone dovremo lavorare per i prossimi tre mesi. Creare dei progetti editoriali, fare piani di marketing e rifare un libro che ci hanno materialmente consegnato, utilizzando InDesign.
Nella maggior parte dei casi, ovviamente, nessuno ha potuto scegliere con chi stare.
Vi farò quindi una descrizione del mio gruppo Editorial, per darvi un'idea:
- la bossy-ossessivo compulsiva. Lei comanda. Punto.
- la lenta, lentissima, lenterrima con la passione per il design. Ci ha impiegato 10 minuti 10! per disegnare la vignetta di un fumetto (e con vignetta intendo la 'nuvoletta' d'aria che contiene i dialoghi dei personaggi dei fumetti. Solo la nuvoletta. Vuota).
- l'appassionato di traduzioni dal greco antico. Il suo migliore amico è appena stato sbattuto fuori dalla Oxford University. Lui è stato assente il giorno in cui dovevamo presentarci a tutta la classe perché doveva stargli vicino. Indossa un gilet in stile etnico-antico. E non dirò altro.
- l'irlandese le cui parole, persino il modo in cui pronuncia il suo nome, restano di oscuro significato (Jeeeeesus Christ!)
- la 35enne fumatrice incallita con una massa di capelli neri tipo Hagrid di Harry Potter. Ha la voce di Karen di Will&Grace e un'aria estremamente tetra. Il primo giorno di lezione dovevamo riempire le sopracitate nuvolette-fumetto con i nostri dati (nome, cognome, skills, background). Lei ha detto 'Scusate ma per oggi ho esaurito il mio senso dell'umorismo. Non posso proprio rispondere ora'.

Tutto ciò per darci un'idea dell'ambiente lavorativo, bello e vario, e per insegnarci a lavorare anche con chi l'umorismo l'ha perso fin dal momento in cui è stato concepito.
Grazie.

3) Gli special guest.
Mercoledì è venuto a farci lezione  il signor David Tempest.
Alias, il deputy director of strategy della casa editrice Elsevier.
Fico.

4) Dispersa nel World Wide Web.
Confermo, gli e-book in questo paese li fanno. Eccome.
Bello, interessante ma anche esasperante. Perché DOBBIAMO essere collegati con il mondo intero, essere sulla Rete, attivi.
Siamo quindi stati invitati (I SUGGEST YOU = devi) a creare un sito internet personale e un blog.
Due cose: a) ho appena aperto questo blog. La cosa potrebbe diventare complessa e sfuggirmi di mano. b) dopo varie ricerche e domande inquisitorie alle mie compagne di corso ho scoperto che il sito web deve essere riguardo a noi stessi. Tipo che se googoli (come diamine si scrive?) SaraPinotti poi ti esce il mio sito web????
SUCH A SHAME (sì, anche per la regina dell'egocentrismo).

5) Il giovedì sera.
Dopo 4 sere passate a scrivere articoli per Lettera43, finalmente, SI ESCE.

E le lacrime perché tutto quello che vi ho appena descritto sarà anche fico ma è troppo avvolgente e stravolgente ed estremamente difficile da gestire all'improvviso, così, preso tutto insieme di colpo in faccia (e lo sapevi), le lasci a casa nel fazzoletto.

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