Gufi da Hogwarts

10 Ottobre Ott 2012 0105 10 ottobre 2012

Tenete d'occhio le scale, a loro piace cambiare

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Un anno fa mi sono promessa qualcosa.
Ero venuta a visitare Oxford per la prima volta ed ero passata davanti al college Christ Church. Si tratta di un edificio antico e affascinante che ha dato ispirazione ed è stato set dei film dedicati alla saga di Harry Potter.
Il college si può anche visitare ma la me stessa un anno più giovane, con un po' di esitazione, aveva deciso di non fare la coda per entrare.
In caso fossi riuscita a prendere 7 all'esame Ielts, in caso avessi deciso di applicare per il master in Publishing alla Oxford Brookes University, in caso mi avessero presa... allora una volta tornata in città avrei potuto infilarmi tra le mura di Christ Church e sentirmi un po' bambina.

Beh, evidentemente tutto questo è successo (Whoo-hoo!)
Quindi sabato, complice una bellissima giornata di sole, mi sono fiondata nel magico mondo di Hogwarts.
Dopo tutto il titolo di questo blog non è stato scelto per caso.

Fondato con questo nome nel 1546 Christ Church ospita tuttora gli studenti.
Nulla a che vedere con la moderna università che sto frequentando io.
Se, pensando ad Oxford, vi immaginate immense stanze sormontate da elaborati soffitti, archi di pietra, cortili dall'erba ben curata e cattedrali che suonano 101 rintocchi a mezzanotte, allora non sbagliate.
E se nella vostra mente si costruiscono immagini di libri volanti, quadri che parlano, ippogrifi e bacchette magiche, non sbagliate di nuovo.
In particolare sono due i luoghi della città che hanno maggiormente ispirato gli interni del castello di Hogwarts: la Bodleian library e il college Christ Church.

La Bodleian Library



Nella biblioteca Harry, Ron e Hermione cercano di risolvere misteriosi enigmi per assumere l'apparenza di altre persone, per scoprire come mai alcuni studenti sono stati pietrificati, per carpire il segreto della pietra filosofale e anche come fa il tempo ad estendersi grazie a una piccola clessidra che gira al contrario.
Passeggiando per il centro della città non è difficile imbattersi in un imponente edificio circolare, cui solo studiosi e studenti hanno accesso. Trattasi proprio della Bodleian library.
Io sto attendendo trepidante il mio pass per poterci entrare.
Libri, libri, libri, odore di carta e Madama Pince che sorveglia l'accesso del Reparto Proibito.

E poi c'è Christ Church. Circondato da un grande parco il college ospita la cattedrale della città la cui campana per tradizione batte 101 rintocchi (pari al numero degli studenti che fino a qualche anno fa vi erano ammessi). Oggi i laureati in questa struttura così aristocratica sono molti di più e il campanile invece che segnare l'ora del coprifuoco a mezzanotte rovina i sonni di chi la notte prima ha fatto baldoria e suona alle 9 di mattina. Girare per Christ Church è un'esperienza piuttosto straniante. Da una parte è un luogo dalla lunga memoria storica, dove hanno studiato 13 primi ministri inglesi e che in passato ha dovuto cambiare nome per volere di Enrico VIII.
Dall'altra ci si aspetta che Albus Silente compaia dietro l'angolo e ci posi addosso il suo azzurro sguardo benevolo dietro agli occhiali a mezzaluna, o ancora che la scala che stiamo salendo cambi improvvisamente direzione.
E a proposito di scale, girovagando per il college ci si può imbattere nella Staircase, alias l'imponente scalinata che la professoressa McGranitt solca per accogliere i giovani studenti del primo anno nella scuola di magia e stregoneria più famosa del mondo.
Ma ai piedi dei gradini, incisa su una porta, c'è la scritta  'No peel'. E' il risultato del duro lavoro di alcuni studenti che, nell'anno 1829, hanno contestato la proposta di dare libertà alla fede cattolica in Inghilterra. E questo è un dato storico reale.

Dining Hall



Il più emozionante contatto tra il mondo vero e quello magico però io l'ho provato nella Hall, o Dining Hall. Per dirla con la traduzione italiana di Harry Potter: la Sala Grande. Tre lunghissimi tavoli apparecchiati da piatti, forchette, bicchieri e lampade a dismisura che sembrano fluttuare.
In fondo alla sala ecco schierate tante sedie di legno, idealmente luogo in cui si siedono i professori di Hogwarts.
Alle pareti quadri e ancora quadri, quasi tutti ritratti. Non sto neanche a dirvi che penso di averne visti due o tre che si animavano, ridacchiavano sotto i baffi e scappavano nella tela di fianco.
Peccato non sapessi la parole d'ordine per farne spostare uno ed entrare nel sottopassaggio che porta al villaggio di Hogsmeade.
Esagerata?
No, perché l'effetto incantesimo è reale e in effetti, sul set del film tratto dai libri di J.K. Rowling, è stata proprio ricreata la Hall di Christ Church (e voi puntigliosi: lo so che i tavoli nella finzione sono quattro. Anzi cinque, con quello degli insegnanti).

Sì, sembro una pazza nerd.
Ma la mia è una passione d'annata e giustificatamente infantile.
Il primo libro di Harry Potter l'ho letto che avevo solo 11 anni (compiuti. Non vi dico la delusione di quando ho capito che ero fuori tempo massimo per ricevere la mia lettera di ammissione a Hogwarts).
E poi nella mia passeggiata per Christ Church ho scoperto una cosa che mi ha fatto capire che non solo io, J.K. Rowling, i registi della saga cinematografica e un altro miliardo di persone ci siamo immaginati dei personaggi di fantasia venirci incontro in questo luogo magico.
Anche Lewis Carroll (Charles Dodgson) si è inventato Alice tra le pietrose mura del college (dove ha studiato e insegnato).
Anzi, vi dirò di più. E' Alice che un bel giorno, mentre lui stava scattando delle fotografie nella cattedrale, gli è andata incontro e gli ha chiesto di essere immortalata nello scenario di Christ Church.
Era la figlia dell'allora preside Henry Liddell ed era vera.
Forse lei sapeva la parola magica per passare attraverso i dipinti.
Di sicuro conosceva molto bene quella per andare al di là degli specchi. E Carroll pure.
Beati loro.

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