Gufi da Hogwarts

8 Dicembre Dic 2012 0306 08 dicembre 2012

If you give a little love

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A volte ci si sbaglia quando si giudica una persona.
Inutile nasconderlo, fin dal momento in cui si conosce qualcuno di nuovo lo si percepisce a pelle se ci piace o meno, se un giorno potreste diventare amici.
La maggior parte delle volte dopo poco si scopre di avere avuto ragione, fin dal primo sguardo.
Ma a volte no. A me è successo qualche anno fa all'università a Milano, con una ragazza che all'inizio mi stava antipatica e dopo anni ho scoperto invece essere una persona accogliente e meravigliosa.

Qui a Oxford mi è successo di nuovo. Lei è inglese, molto alta, molto timida, molto appassionata di bevute e party.
Il primo mese non mi convinceva. Non perché facesse qualcosa di sbagliato ma l'avevo etichettata dentro di me come una menefreghista interessata solo a ubriacarsi, con cui divertirsi in modalità night out e ben poche speranze di farci un discorso serio.

E invece no. Giorno dopo giorno c'è stata una crescita nel nostro rapporto e il suo essere easy going si è trasformato per me in un rassicurante sentimento di allegria, ogni volta che stiamo insieme.
Abbiamo iniziato a bighellonare per la città.
Shopping in centro, passeggiata tra le luci di Natale, panino sedute alla vetrina del bar guardando la gente camminare per strada.
Cena fuori, cocktail in un posto carinissimissimo, venire abbordate, farci offrire da bere, salutare e andare via.
Birra a casa mia, gossip, consigli su improbabili situazioni d'amore,  musica. E anche i famosi discorsi seri.

Insomma, bello.
In realtà non siamo un duo ma un terzetto. La nostra terza è una persona incredibile, egocentrica, sicura di sé, divertente, pigra e super super super welcome.
Al momento nessuna oscura l'altra. Si è creato un equilibrio che mi piace.
Fumiamo un sacco di sigarette.
Ci piace ballare. Andiamo in discoteca e restiamo lì, ognuna col suo ritmo, occhi chiusi e sorriso stampato in faccia.
Week end dopo week end, o più spesso, di giovedì sera in giovedì sera, ci siamo costruite delle piccole abitudini in questa città nuova.
Poi c'è la mia amica colombiana, che vive qui vicino: storie di salire le scale e dividere una pizza, un the caldo, guardare un film, parlare per ore.

Sì, non è casa. Lo sento più forte che mai ora che manca davvero poco e potrò tornare a Milano per le vacanze.
Le amicizie che hai costruito tra l'adolescenza e appena oltrepassata la soglia dei 20 anni restano le più importanti, significative, solidali.
Sono lì e sempre lo saranno.
Ma ora vivo qui e da qualche parte dovevo pure cominciare.
E' stata dura, lo è ancora, eppure sento di avere posato una piccolissima pietra che mi renderà meno faticoso il percorso nei prossimi nove mesi.
E quando casa manca troppo, allora è il momento di farsi una chiacchierata o un cinema con le ragazze italiane che vivono qui. Perché certe cose le possono capire solo loro.

If you give a little love, you can have a little love on your own.

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