Gufi da Hogwarts

13 Dicembre Dic 2012 0247 13 dicembre 2012

Julia, Carrie, Madonna e quella gran culo di Cenerentola

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Arriva una sera ogni tot anni in cui una donna sente l'esigenza di riguardare Pretty Woman.
A me è successo oggi. Mi pare di avere percepito da Facebook che questa sera il film è stato proiettato anche su Skype. Beh, io dagli Uk me lo sono guardato on line in lingua originale.
E' stata la prima volta che l'ho gustato in inglese. E devo dire che, come sempre accade, ha reso inevitabilmente di più.
Tutto: la scena in cui lui l'ha appena portata in albergo e si mangiano le fragole bevendo lo champagne; quella in cui vanno all'opera in aereo; la mitica sequenza di lei, la sua amica e Cinda-fuckin-rella sedute ai tavolini in piscina (in italiano: "quella gran culo di Cenerentola"); persino il primo bacio tra Julia e Richard anche se non spiccicano una parola.
E, ovviamente, lo shopping. Momento in cui ognuna di noi si sente elettrizzata e inizia a muovere il piede al ritmo di Pretty woman, walking down the street pretty woman e non si fa mancare neanche il finto ruggito che si sente nella canzone, magari muovendo la mano in stile artiglio felino.

C'è che Pretty Woman ti fa venire voglia di fare dating. Di farti bella e andare passeggiando su dei tacchi alti indossando un cappello sconveniente, di modo che tutti possano girarsi a guardarti.
Soprattutto, ti fa desiderare di avere quei capelli color mogano un po' boccolosi, se non ce li hai già (e io non ce li ho).
Lo stesso effetto l'ho personalmente provato guardando alcune puntate della serie tivù Sex & The City.
Sedere al bancone di un lounge bar con un cocktail in mano e sentirsi favolosa.
Ma a differenza di quanto accade a Carrie, Vivian è moooolto più fortunata.
Certo, la Jessica Parker non si è mai trovata a segnare il territorio tra una stella e l'altra di un boulevard di Los Angeles.
Ma questo perché lei si considera newyorkese Doc.
Parlando di uomini, però, quanto la fa penare Mr Big? Tipo dieci anni! E la molla pure sull'altare (e lei se lo riprende. Shock).
Nulla a che vedere con il difficile ma facilmente persuadibile Richard Gere. Che è bastata una settimana per fargli tirare fuori dal garage una limousine bianca e scalare un palazzo nonostante le vertigini, con tanto di mazzo di fiori in bocca.

Richard è classy. Big è un volgarotto arricchito.
Insomma, una favola di 20 anni fa (30?) pare sia sempre meglio di quelle moderne dove le donne devono dimostrare di non essere interessate all'amore ma soltanto alla carriera.
Perché un po' è così, non c'è bisogno di negarlo.
Il punto è, secondo me, che non c'è mica bisogno di sei stagioni eccezionali e due film pessimi per far capire che ognuna di noi vuole un lavoro e può avere successo nella vita.
Questo è ormai un dato di fatto.
E non c'è mica da vergognarsi di volere, tra una cosa e l'altra, pure innamorarsi.
Forse Pretty Woman è un po' old fashion, con quell'idea di una donna piena di potenziale ma in difficoltà che viene infine salvata da un affascinante belloccio pieno di soldi e pure brizzolato che ci sta sempre bene.

Ma almeno è più onesto, è la Cinderella più cool che ci sia. E ti fa pure venire voglia di ricominciare a far girare la testa ai ragazzi.
Forse è la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90 che rende tutto più facile. Era difficile ma possibile, non si sapeva dove come ma si sapeva ancora perché.
Soprattutto indossando delle enormi spalline, dei fuseaux con gli scaldamuscoli, guantini a rete, dei falsi Ray Ban e una fascia col fiocco in testa, rigorosamente cadente.
Per coronare aggiungerei canticchiando True Blue e masticando sfacciatamente una cicca, con il rossetto un po' sbavato.
Alla fine se Julia Roberts con quelle gambe lì è troppo difficile da emulare, resta sempre quella gran figa di Madonna che in quanto a travestimenti è alla portata di tutti.
Sarà per questo che ha avuto successo.

Julia batte Carrie. Madonna batte Julia. Cinda-fuckin-rella batte tutti.
Datemi una zucca, ora. Roooar.

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