Gufi da Hogwarts

18 Febbraio Feb 2013 0306 18 febbraio 2013

[I giornali sono un brutto vizio]

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Sotto le dita una tastiera, inizi a tirare le somme.
Scrivi così veloce, un ticchettio insistente e ritmato, che se ci fosse qui la tua mamma ti direbbe come al solito che sembri isterica.

Stai facendo uno stage, di nuovo. E' una grande casa editrice accademica. Per arrivarci devi svegliarti alle 6.
L'ambiente nell'ufficio editoriale è positivo, tranquillo, cordiale. Forse troppo. Nessuno parla ad alta voce, nessuno va a fumare una sigaretta, ci si domanda solo a vicenda se si vuole un the caldo.

Poi accade che in una delle tue settimane tipo - stage, lezioni e progetti all'università in cui cerchi di capire come gestire i diritti d'autore di un'app perché ti sei presa il ruolo di Rights Manager per il tuo corso di New Product Development e mo' sono cavoli tuoi, meeting in cui programmi il rilancio di una rivista femminile e cerchi di reinventarne la strategia editoriale - in una di queste tue settimane tipo fuori dalla finestra arrivano una serie di scossoni. Tutti in fila.
Apri i giornali il lunedì e ci trovi che il Papa ha rassegnato le dimissioni. Boom.
Il martedì e il mercoledì appaiono titoloni sugli ennesimi indagati che cadono giù tipo domino: Orsi, Formigoni, Cellino, Baldassarri, Rizzoli, Proto.
Come ha scritto un mio collega, tutti in manette il giorno di San Valentino.
Già. Perché nel frattempo è pure la festa degli innamorati.
E allora, il giovedì, cosa succede? Il para-atleta Oscar Pistorius viene accusato di avere ucciso la propria fidanzata con due colpi di pistola.
Per non farci mancare niente venerdì una una pioggia di meteoriti si abbatte sulla Russia, con tanto di ondata di morti.
In mezzo a tutto, ovviamente, ecco lì imperturbabile il festival di Sanremo.

Dal lunedì al venerdì. Cinque giorni lavorativi. 120 ore infinite per chi lavora nella redazione di un quotidiano online, in particolare chi deve seguire la cronaca.
E quando capita una settimana così e tu che hai lavorato nelle Top News a Lettera43 lo sai cosa vuol dire, te lo puoi immaginare lo stress e la tensione e le richieste e la velocità e i refusi e gli aggiornamenti e 'sono libera' e via subito un'altra notizia perché non c'è tempo, e alla televisione che parlano e ascolti a mezzo orecchio e fai una battuta e chi è seduto al tuo tavolo ride e quello dall'altra parte della stanza impreca e le conversazioni su Skype e pranzare e cenare sempre tardi, una birra tra colleghi.
E quando capita una settimana così adesso che sei lontana in teoria dovresti tirare un sospiro di sollievo per non esserti trovata in mezzo a tutta quella pressione del dover gestire in squadra una sfilza di notizie da prima pagina tutte insieme; con le dimissioni del Papa per aprire e il meteorite per concludere - dai, da non crederci.
E invece.
Dal lunedì al venerdì, ogni mattina che ti sei collegata al giornale il tuo pensiero è stato: quanto vorrei essere col sedere incollato su quella sedia di via Garofalo a farmi venire l'ansia per ogni secondo in più che ci sto impiegando a fare quel titolo e quel sommario.

Una settimana così, viverla fuori dalla redazione, non ha quasi senso.

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