Gufi da Hogwarts

22 Marzo Mar 2013 0338 22 marzo 2013

Le ragazze che si spalmano la crema nei film

  • ...

Avete presente una scena qualsiasi di un qualsiasi film in cui una ragazza si spalma la crema prima di andare a dormire / dopo la doccia / mentre parla al telefono in mutande e canottiera?
Non so se ci avete mai fatto caso o se l’ho notato solo io ma la costante della crema (mani, gambe, volto) è un evergreen.
Chiedetevi se anche voi fate parte di quel gruppo di ragazze che si idratano per bene la pelle, d’inverno perché è secca per il freddo e altrimenti ti squami come un serpente, d’estate perché è indubbio che ci sia un gran bisogno di liquidi con tutto quel sole.
La verità è che io noto sempre le ragazze che si spalmano la crema nei film perché le guardo con gli occhi della colpa.

Ebbene sì. Io non sono una di quelle ragazze.

Non che non subisca il fascino dei prodotti di bellezza. Ci sono certi negozi in cui creme, cremine, flaconi e barattoli sono disposti in così tanta armonia che non si può fare a meno di soffermarsi a osservare meravigliati come il colore della lavanda sia perfetto su quella confezione viola chiaro; o di far cadere l'occhio su quell’offerta eccezionale di un bagnoschiuma al fiore di loto, + l’annessa lozione corpo, + il connesso scrub, + l’annesso e connesso burrocacao (e se si è fortunate persino una cremina per i piedi)  a soli 19 euro e novantanove centesimi.
Ciò che dà più valore all’esperienza è però prendere in mano un tubetto, aprire il tappo all’insù producendo quel rumore perfetto, chiuso, pulito eppure al contempo gorgogliante e... annusare.

Annusare tutto: shampoo, crema mani, struccante; per non parlare di quelle ‘perle’ gommose che si sciolgono nella vasca da bagno, tanto da spingerci prese dall'euforia a cercare di decifrare persino l’odore di un fondotinta.
Certi posti esagerano. Come quello che tra ballistiche, spume, gelatine e sapone affettato ci esci con un mal di testa esagerato. Ma che meraviglia.
Non toccherò il tasto profumerie con i tester e le listarelle di carta tutte da spruzzare per non scadere nell’ovvio.
Bene.
Ciò nonostante ammetto di non essere una ragazza di quelle che si spalmano la crema tutti i giorni.
Ci provo, dopo la doccia. Ed è un sacco piacevole e poi sei tutta profumata.
La linea sottile della cosmetica però resta per me quella dell’esigenza: sulle mani e sulle labbra quando sono screpolate,  sulle gambe d’inverno quando iniziano a formarsi dei solchi tipo crepe nel ghiaccio, su tutto il corpo e regolarmente d’estate al solo scopo di far durare di più l’abbronzatura.
Me ne pentirò. Lo so. Fra una decina d’anni (che ormai credo siano diventati solo un paio).
Quando ne avevo 16 e vedevo mia mamma mettersi la crema sul viso tutti i giorni, io che non avevo mai la pelle secca e nemmeno l’acne, temevo il momento da lei tanto annunciato del ‘a un certo punto SENTIRAI che lo devi fare’.
Quel momento è arrivato presto, ben prima dei 20 anni. Ora se non mi incremo per bene tutta la faccia la sera e la mattina sento la pelle incartapecorirsi dalla paura.

E’ tutta questione di pigrizia, mi dico. Non so ancora per quanto potrò tirare la corda con questa faccenda del non diventare come le ragazze che si spalmano la crema nei film.
Credo sia la stessa indolenza che mi fa rimandare di giorno in giorno la pulizia del bagno, il lavare i piatti, persino il fare la lavatrice (lascio un alone di mistero sul cambio di asciugamani e lenzuola).
Se vi state immaginando che io viva nel mezzo della mia stessa monnezza però vi sbagliate. Non credo che una tazza col caffè incrostato sul fondo, posata sulla scrivania da tre giorni, possa valere per farmi condannare al girone dei voncioni.
Forse certe ragazze semplicemente non sono portate ad essere quella che stira (non ho un ferro da stiro), che ti prepara il risotto (mai cucinato uno), che la domenica a casa sforna i biscotti (?) e che si spalma la crema quotidianamente sulla pelle.

Forse è solo questione di tempo. Magari un giorno l'indole materno-femminile si paleserà anche in me.
Quando ci penso mi piace immaginarmi nel mio (?) bilocale tutta sola, a montare l’albume (a neve?) e cospargere di burro una teglia, pronta a infornare con l’ausilio di guantoni protettivi.
Ingredienti fondamentali di questa mia ricetta di donna femminile sono anche però: musica da ballare e sorridere e forse canticchiare, un posacenere sul davanzale accanto a una pianta di fiori (rosa) mezza rinsecchita, un calice di vino (prosecco, possibilmente), il gatto.
Forse quel giorno entrando in camera da letto guarderò con desiderio la mia crema per le mani appoggiata sul comodino, proprio accanto al telefono col filo arricciato e i numeri da girare in tondo: mi siederò sul letto a gambe incrociate, la cornetta incastrata tra l’orecchio e la spalla, crema in mano e via a spalmare di gusto.
Fino a che l’odore della torta di mele bruciata non raggiungerà le mie narici. Facile che nel correre in cucina per evitare l'infausto incendio, inciamperò nelle scarpe (tacchi?) lasciate in corridoio, cadendo rovinosamente sul parquet rigato dall'aspirapolvere.

Correlati