Gufi da Hogwarts

30 Giugno Giu 2013 2242 30 giugno 2013

Over 30s da copertina, l'editoria che fa sognare

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Leonardo di Caprio



C'è un'editoria che fa sognare. E' quella delle copertine delle riviste patinate.
La cover rappresenta, di numero in numero, il cuore del giornale e, soprattutto, dei suoi lettori.
Ultimamente, nei così detti settimanali femminili ma non solo, ho notato una certa tendenza. Riguarda le copertine con soggetto maschio, macho, uomo. Proveniente dritto dritto da Hollywood.
La novità (?) è che c'è abbondanza di attori diventati famosi dopo i 30 anni.
Si tratta di uomini fatti e finiti che ad un tratto spuntano fuori in un film nel ruolo di protagonista.
Non che di comparsate non ne abbiano mai fatte. Vantano lunghe carriere in seconda fila e una più o meno consistente popolarità.
Ma dopo che hanno passato i 30, te li ritrovi lì nelle grandi produzioni e, di conseguenza, sulle copertine di un sacco di riviste, all'improvviso.
Con le prime striature d'argento nei capelli, qualche dolce ruga d'espressione agli angoli degli occhi, lo sguardo di chi un novellino non lo é più da tempo. Le mani affusolate, espressive, forti e la barba un pelo incolta.
E poi, ma questo anche i loro compagni più giovani: i muscoli. Anzi. Le spalle formate. Aperte, piene, definite. Che viene voglia di aggrapparcisi con tutti i polpastrelli e pure qualche unghia.

Chi sono questi attori che diventano cover story in redazione quando passano la soglia dei 30?

Michael Fassbender



Vediamo. Recentemente ho notato: Hugh Jackman, notorietà raggiunta a colpi di artigli in X-Man; a fargli compagnia nei film Michael Fassbender; ma anche Bradley Cooper, diventato famoso con The Hangover (Una notte da leoni); c'è John Hamm, riconosciuto in tutto il mondo dopo la serie tivù Mad Men; e, a proposito di fiction televisiva, come non nominare Patrick Dempsey, il dottor Stranamore di Grey's Anatomy.

Bene o male in questa categoria finisce dentro pure Javier Bardem. E mi limito a dire: I'd like to invite you both to come with me to Oviedo. For the week-end. We'll leave in one hour. I've got to see a sculpture that is very inspiring to me. We'll eat well, we'll drink good wine, we'll make love. Hopefully the three of us. (E comunque io a Oviedo ci sono andata alla fine. Statue per nulla ispiranti dappertutto. Pioggia. Niente Javi).
Ah, dimenticavo Hugh Grant, consacrato a 34 anni da Quattro matrimoni e un funerale.

Ci sono poi quelli che sono famosi fin da giovanissimi ma che guarda caso adesso che hanno passato i 30 spopolano ai desk delle case editrici e di conseguenza vengono schiaffati in prima pagina: al primo posto Ian Somerhalder da Vampire Diaries.
Ma anche Ryan Gosling (che a me non piace proprio per niente va ma beh)  e Matt Bomer (Magic Mike vi dice qualcosa?).

Non che prima non si sapesse chi fossero, ripeto.
Ma questi attori hanno avuto una carriera diversa da, diciamo, un Brad Pitt, un Johnny Depp, un Jude Law e, con quel faccino pulito e il capello biondo assurto a simbolo totale e assoluto della gioventù hollywodiana, un Leonardo di Caprio.
Che prima di interpretare - bicchiere di champagne alla mano - Gatsby e - modalità fuga dagli zombie - Gerry Lane hanno segnato l'immaginario romantico di generazioni con Joe Black e il povero morto congelato per amore Jack Dawson.
Questi qua li abbiamo visti crescere insomma.

Javier Bardem



Invece le nuove star al maschile di oggi arrivano all'improvviso, soprattutto se non sei un grande intenditore di cinema (come me). Ti piombano in casa dalle copertine di una rivista e tu pensi: ah si, é lui il protagonista di quel film che ho visto due settimane fa. Che figo.
Non sono certo i primi. Questi famosi over 30s hanno avuto la strada spianata dagli eterni brizzolati George Clooney, Richard Gere, Harrison Ford.

Ma perché ci piacciono tanto?

A vivere in una cittadina universitaria forse ho capito il trucco. Soprattutto adesso che le scuole sono finite e i locali sono invasi da adolescenti nullafacenti o in vacanza studio.
Arrivano: sbarbati, con la pelle brufolosa, i vestiti che non li sanno portare, la sete di libertà che gli fa trangugiare litri di vodka liscia - barcollano, si menano, palpano a caso.

Invece questi over 30s che finiscono sulle copertine delle riviste hanno l'andatura sicura di chi sa quello che sta facendo. Hanno passato gli anni della formazione e sono entrati splendenti nel periodo dell'esperienza. Accompagnati o meno che siano da mogli e fidanzate, ti danno un senso sicurezza insomma, che noi ce li immaginiamo single sempre e comunque.
Basta paranoie da ingresso nel mondo del lavoro. Hanno una carriera avviata. Ti guardano distratti dagli scaffali dell'edicola, ti provocano un po' dicendo frasi tipo: 'ho ancora tanto da imparare' che alle ragazze piace sempre molto.
Perché a sfogliarli, noi che di 27enni in cerca della propria strada ne abbiamo passati, e che un po' la nostra strada la stiamo cercando ancora, ci domandiamo: chissà che questi over 30s ora non rappresentino la svolta.
Per questo mi sento di ringraziare l'editoria che fa sognare, i giornali patinati e le loro copertine.

Che poi gli over 30s che ho conosciuto io ci abbiano impiegato ben poco a infrangerlo questo sogno, non lo dico a nessuno.

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