Gufi da Hogwarts

21 Ottobre Ott 2013 0121 21 ottobre 2013

L'odore d'Autunno a Milano

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@Sa



Non so voi. Io sono un'olfattiva. Il mondo lo affronto annusando.
I profumi, quelli che si comprano nei negozi, si avvicendano nella vita di una ragazza olfattiva come le stagioni, e va a finire che certi anni li identifica con il profumo che era solita spruzzarsi addosso ogni mattina.
Per me c'è stato il periodo giovane, giovanissimo, di Dune. Quello in cui copiavo la mamma, tra gli Champs-Elisées. Poi l'incertezza di Davidoff Woman. La crescita con Coco Mademoiselle. La libertà insieme a Magnifique. Il ritorno meditativo a Coco, che Chanel è sempre Chanel.
I profumi raccontano al cervello anche la storia dei tuoi fidanzati. Davidoff Man, senza un merito particolare, è ancora il mio profumo da uomo preferito.

Annusare per davvero, comunque, non è questione di essenze e boccette. Noi olfattivi ragioniamo per le narici, e seguiremmo gli odori che ci piacciono persino in capo al mondo.
Quello della pelle resta sempre il più importante. E' l'odore che si sente tra il collo e le orecchie delle persone. Lo trovi lì spalmato sui cuscini, sul volante della macchina, negli armadi, infilando il naso dentro una maglietta usata per dormire. Ti rimane sui capelli e per un po' non te lo togli più.
I fidanzati, alla fin fine, ce li scegliamo per l'odore della pelle, mica per il profumo. Così è sempre stato e così sempre sarà. Basta che ci passi di fianco uno con l'odore giusto per farci fare le fusa.
Lo stesso (affettuosi versetti compresi) vale per l'aria che respiriamo, imprescindibilmente associata a stagioni, luoghi, ricordi.
Siccome, quindi, sono un'olfattiva, è bastato un odore per rivoluzionarmi una stagione intera.

E' l'odore dell'Autunno a Milano.
Il fatto è che sono passata da casa per qualche giorno, un po' all'improvviso, tant'è che lì per lì non ci ho fatto caso che siamo ad Ottobre.
Poi però, una sera, me lo sono ritrovato lì, a portata di naso.
Era odore di fresco, di umido, di muschio. Odore di nebbia e di palazzi grigi. Del cielo azzurro imprigionato nei fili del tram, col sole ancora caldo che ti arriva di lato, passando dentro il bordo degli occhiali da sole. Profumo di entusiasmo, quello che prende ogni Autunno, perché è una stagione che va vissuta come un nuovo inizio.
Di quelle incertezze che solo i nuovi incontri possono farti provare, della speranza di costruire tutto passeggiando in un bosco, sdrucciolando tra le foglie rosse e quelle arancioni, un po' bagnate, con i rametti di legno che stanno macerando acqua e terra, leccando un tardivo cono gelato avvolta in una morbida sciarpa, col cappello che diventa immancabile espressione del tuo stile.

Insomma, l'altra sera tutta questa serie di cose mi si è infilata nel naso e ho subito capito perché era così forte, improvvisa, struggente: l'ultima volta che avevo sentito l'odore dell'Autunno a Milano era tre anni fa.
Tre.
E' un sacco di tempo se ci pensate.
L'odore dell'Autunno a Milano si è rivelato essere uno dei profumi più intimi che abbia mai ritrovato, come una specie di viaggio in una mia immaginaria esposizione personale, un'emozione così privata da fare spavento, che sapete non mi sento a mio agio a non raccontare tutto quello che penso e provo. Sarebbe stato innaturale insomma, per una che ha un blog come questo, il non riportare una sensazione così, scovata in una stanza tutta per me che avevo dimenticato di pulire per tre anni, e che adesso ho lasciato con la porta aperta, perché possa passare dal dentro al fuori con una rinnovata libertà, che mi mancava prima di riannusare l'odore dell'Autunno a Milano.
E quindi ho deciso di spedirvi un Gufo, perché lo so che tra olfattivi ci capiamo a vicenda. Che se vi capita sotto naso l'odore delle mattine presto in montagna, per dire, o quello del soffritto di cipolle o il profumo del tabacco nei pacchetti di sigarette, neanche voi potete fare a meno di chiudere gli occhi e sfilare un filo di ricordo dalla tempia, per risciacquarlo vorticosamente nel vostro Pensatoio, proprio come fa Albus Silente a Hogwarts, finché non ne viene fuori bello pulito e splendente.

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