Gufi da Hogwarts

12 Gennaio Gen 2014 1321 12 gennaio 2014

Darling, metti la birra in frigo

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Parte dell'esperienza del vivere in un Paese straniero è frequentare la gente del luogo.
Vi ho parlato a lungo delle mie nuove amicizie ma fino ad ora avevo steso un velo pietoso sulle relazioni amorose.
Ora però sento che è arrivato il momento di parlare dei ragazzi inglesi.

La verità è che non ho grande esperienza in materia ma mettendo insieme ciò che è accaduto a me e quello che è successo ad alcune amiche penso di riuscire a tracciare una buona panoramica.
E' una strada piuttosto lineare, poco tortuosa, con un unico, grosso - smisurato - incombente - ostacolo, proprio nel bel mezzo del cammin di questa vita Oltre Manica: sto parlando dell'alcol.
Qualsiasi cosa si faccia, la bevanda alcolica è sempre lì, si frappone tra te e le relazioni che cerchi di instaurare. Si tratta di un ingombrante terzo incomodo. Proprio la birra, in particolare, è stata la principale causa del naufragare dei miei vaghi tentativi di frequentare dei maschi inglesi.
La missione è complessa fin dall'inizio: trovare un ragazzo che sappia comportarsi in pubblico e non sia socialmente disagiato senza l'aiuto dell'alcol non è semplice.
Purtroppo l'altro lato della medaglia è che gli uomini che sono quasi normali da sobri, spesso si trasformano in veri e propri idioti non appena agguantano un bicchiere.
Il cambiamento è sorprendente, totale, roba da psicologo 24/7, e ho deciso che è arrivato il momento di raccontarvelo, mixando un po' a casaccio le varie e disastrose esperienze vissute o sentite dire da quando vivo qui.
Dunque, gli uomini inglesi:

- Mentono: o meglio, tacciono la verità. Lo fanno anche le donne, lo fanno tutti. Meglio non dire piuttosto che dire. Per loro non è segno di mancanza di rispetto, semplicemente le cose si gestiscono così. I panni sporchi non si lavano da nessuna parte, nemmeno in casa. Li si lascia lì a imputridire.

- Non accettano i 'no': uscire per un paio di settimane con un inglese e non farci sesso è considerato inaccettabile. Direte che è la vecchia storia del maschio che non vede l'ora di portarti a letto e della donna che vuole fare la preziosa ma vi assicuro che non è così. Dire di no al sesso procura una serie di preoccupanti reazioni a catena, ovviamente accentuate dalla presenza di alcol in corpo del ragazzo in questione. La più comune è:

- Lo stalking notturno: magari vi hanno appena lasciate a casa, oppure sono usciti a far serata con gli amici. In ogni caso, l'urgenza dell'accoppiamento li spinge a telefonarti una, due, tre, quattro, cinque volte. Di fila. Alle tre del mattino.
E qui si profilano due possibili scenari.
Se hai la malcapitata idea di rispondere, mezza assonnata, ti ritrovi in mezzo al momento 'confesso perché sono ubriaco'. E allora via ai: 'perché non vuoi venire a letto con me' o, se ci sei già andata a letto (ebbene sì, continuano a chiamare anche se ormai la frequentazione è 'ufficiale'), 'perché non vieni qui'.
Se la tua risposta è no darling, non ci vengo a casa tua (ovviamente. Fuori fa un freddo cane e non usciresti dal piumone manco per Colin Firth) la birra che circola nelle vene suggerisce loro di iniziare a giocarsela sul miserevole.
E allora via a una snocciolata di problemi, più o meno seri: 'sai, io normalmente non bevo così, è che in questo periodo va tutto storto, non sono in me, ho preso delle decisioni stupide, non mi riconosco, tu mi piaci tantissimo' e bla bla bla.
Anche quando cerchi cortesemente di zittirli e mandarli a dormire, è bene aspettarsi per lo meno un 20 minuti di sproloqui vari prima di riuscire a riattaccare.

Passando al secondo scenario, se invece quando ti stanno chiamando stai dormendo (giustamente) o (l'esperienza insegna) decidi che non ti fai fregare più e di non rispondere al telefono, loro non demordono e dopo le chiamate a raffica partono gli sms a raffica.
Spesso senza punteggiatura e tendenti al ripetitivo alienante, per esempio: primo sms = why; secondo sms = come here; terzo sms = why don't you come; quarto sms = why come; e così via.

- Sono pozzi senza fondo: se te ne freghi delle occhiaie e della mancanza di punti e virgole, e hai la forza di proseguire la frequentazione nelle settimane successive, devi essere pronte a tutto.
Considerate che, in media, a serata, un giovane inglese beve (in un lasso di tempo che va dalle 6 di sera alle 3 di notte): 8-10 birre medie, 5-6 cocktails, mezza dozzina di chupiti; a volte ci infila anche del whisky che dà sempre un tono, anche quando è così sbronzo che ha perso i bottoni della camicia e gira in stile pappone con i peli del petto in bella vista per la discoteca. A volte, in questo carosello che farebbe implorare pietà ad ogni povero fegato esistente, si ricorda di cenare, a volte invece rinuncia al cibo in favore di altro alcol.
Se pensate che non sia umano avete ragione, di certo non è economico e dopo l'ennesimo drink, vi assicuro, manco divertente per le sfortunate accompagnatrici.
A meno che tu non sia ubriaca marcia a tua volta, chiaro. La cosa più difficile non è cercare di persuaderlo a lasciare il locale ma trovare un tassista disposto a caricarlo in macchina in quello stato di devastazione.

- Sono sempre in hangover: il mattino, va da sé, i ragazzi inglesi si svegliano ancora ubriachi, affamati e ancor più desiderosi di sesso. Ripartono gli sms, anche in caso tu non abbia mai risposto a quelli deliranti della notte prima. Ti invitano per pranzo. Accetti (mai dire no a un pasto gratuito). Quando li incontri sono quasi tornati alla loro identità precedente, quella normale. Si scusano. Tutto bene quel che finisce bene (almeno fino alla prossima serata fuori).
Se invece stanno particolarmente male e non hanno la forza di uscire dal letto la sequenza di sms si fa più insistente (la mattina non chiamano, mai, perché non saprebbero come gestire la telefonata senza l'euforia alcolica). Richiedono la tua presenza a casa loro e pure che gli porti del cibo: 'bring also some bacon'.
Certo caro, aspetta e spera. Arrivo subito eh. Sono già lì.

- Sono bravi a letto. Ma...: se, dopo tutto questo, ai vostri occhi la metà sobria del maschio in questione vince ancora su quella ubriaca e decidete di andarci a letto, vi consiglio di godervi il momento senza abbassare mai la guardia: l'amico alcol è sempre pronto a mettervi i bastoni tra le ruote.
Anzitutto non rimaneteci male se mentre baciate un uomo inglese lui tiene la bocca ben chiusa.
Il bacio con la lingua è solo a richiesta. Una volta superate le prime timidezze poi, la pratica viene accettata come comune e non ci sarà più bisogno di domandare.
Per quanto riguarda l'argomento sesso, devo dire che a letto gli inglesi se la cavano sorprendentemente bene. Di lamentele ne ho sentite poche anche tra le mie amiche.
Però. Attenzione. Eccolo lì. Sempre dietro l'angolo. Il bicchiere, quello che aiuta a sconfiggere l'ansia da prestazione ma che, si sa, a volte gioca brutti scherzi.

La soluzione? No, non è evitare di ubriacarsi fradici ad ogni appuntamento ma è invece sbronzarsi e, annebbiati dai fumi dell'alcol, prendere la decisione definitiva: se non aiuta la natura, lo farà la scienza.
Io non lo so se sia una pratica diffusa anche in Italia (non che io sappia) ma qui ho sentito almeno due casi di ragazzi sotto i 30 anni che per paura di fare cilecca al primo rapporto sessuale con la partner hanno pensato darsi alla chimica.
Ebbene sì. Sto parlando della fantomatica pillolina blu.
Sono d'accordo con voi, è una delle cose più pazzesche che io abbia mai sentito. Ma mi han detto che succede, e, se con gli over 70 dà quella spintarella che manca, quando somministrata a un under 30, pare lo trasformi in una specie di maniaco sessuale instancabile, decisamente difficile da gestire, figurarsi poi a notte inoltrata.

L'alcol, insomma, distrugge ogni tipo possibile di romanticismo (e romantici, a volte, i ragazzi inglesi lo sono: per esempio ti fanno trovare un bel mazzo di fiori di mattina o ti preparano una cena a sorpresa. Ti dicono che gli manchi e che non vedono l'ora di vederti, salvo poi essere troppo ubriachi per rispettare gli impegni presi).
Inutile dire loro che dovrebbero bere di meno. Il problema non lo vedono proprio, e anche quando ammettono, alla prima difficoltà di socializzazione ricorrono di nuovo al bicchiere, per sfilarsi di dosso il disagio che sono stati educati a sentire fin da piccoli quando li si guarda negli occhi.

Sì, forse ho un po' esagerato ma c'è una cosa che non riesco proprio a perdonare ai ragazzi inglesi.
Ormai dietro lo sguardo timido di Colin Firth non vedo più la promessa di un uomo fermo, dolce e fedele ma soltanto il disperato desiderio di scolarsi una birra per riuscire a sfangare un'altra serata.

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