Gufi da Hogwarts

20 Marzo Mar 2014 2157 20 marzo 2014

Tinder & Co. - tutta la verità sull'online dating (in the UK)

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online dating

E' qualche tempo che rifletto sulla tematica dell'online dating in Inghilterra. Il fatto è che qui la stampa ne parla continuamente e no, non ci sono iscritti soltanto quelli un po' strani, un po' maniaci, un po' insicuri.
Qui ci sono iscritti tutti. Erano 9.1 milioni già a fine 2012, gli inglesi iscritti a qualche sito di online dating.
Un esercito di giovani e meno giovani, donne e uomini, omosessuali ed eterosessuali, persone in cerca di un'avventura di una notte o dell'amore della propria vita.
Sono ancora tutti lì, su E-Harmony, Plenty of Fish (giuro), Match.com, OkCupid, solo per citarne alcuni.
Poi è arrivato Tinder, un'app basata su un criterio di selezione del partner ideale molto più immediato: ci sono solo le foto, pura apparenza fisica. Si clicca sì o no, e via il prossimo. Next. Soltanto quando ci 'si piace' a vicenda si può iniziare a chattare. Altrimenti niente, next, appunto.
Si tratta di un vero fenomeno tra i giovani e giovanissimi, qui in Inghilterra. E ora che è sbarcato anche in Italia mi sono chiesta se avrà successo o meno.

Ho quindi deciso che era ora di fare un po' di ricerca sul campo, come una vera giornalista. Sapete tutti dove sto andando a parare: ebbene sì, tre settimane fa mi sono iscritta a un sito di online dating.
Ho optato per OkCupid, perché me ne hanno parlato bene, e una mia amica ci ha trovato il suo attuale moroso: ho creato il mio profilo, messo delle foto in cui penso di essere carina, risposto a domande quali: film, libro, cibo preferito; definisciti in poche parole; sei cose di cui non puoi fare a meno; contattami se...
Una volta sistemato tutto per bene mi sono messa ad osservare cosa succede.
Anzitutto, ricevo una media di cinque o sei messaggi al giorno. Da sconosciuti ovviamente. Le categorie di messaggi sono tre e combaciano perfettamente con l'idea che mi ero già fatta di modi e atteggiamenti con cui gli inglesi affrontano l'online dating. Dunque:

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La prima è non andare a nessun date. Chattare con tanti, e poi non incontrarli. Mai. 'E' proprio qui che sta il divertimento. Lasciare tutto nel mondo virtuale, scrivere quello che ti pare, tanto poi mica li incontri' ha commentato una ragazza che conosco. Rientrano in questa categoria coloro che scrivono dei messaggi assolutamente a caso - o nella speranza di provocare qualche reazione di cui io però ignoro la psicologia: 'Hi Sara, which are more fun: balloons or flowers?' [ma che cazzo dici? Balloons tutta la vita, comunque], 'How about we exchange jokes? ok, i'll go first! why does the anarchist only drink herbal tea?' [voi lo sapete?].
Chiaramente si tratta di persone che hanno tempo da perdere. E comunque, il premio come miglior messaggio pseudo assurdo l'ha vinto lui: 'How are you? My message may be a little different to what your used to but hopefully you see something which intrigues you to message me back. Im hetroflexible, its a term that I've just heard of and really does fit me. I love women but sometimes do enjoy experiences with other men. Please don't get me wrong though i am looking for someone for a relationship. Hopefully chat soon x' [Certo che se trova una che gli risponde, ha fatto un terno al lotto].

La seconda categoria è quella più popolare tramite Tinder: si scambiano due parole, un po' di convenevoli, che fai cosa non fai, bla bla bla, vuoi venire a letto con me?
Il passaggio è piuttosto immediato, pare. Perché i profili geolocalizzano, e quindi ti propongono tendenzialmente persone che sono nella tua area, quindi a portata di letto. Il mio ex coinquilino ne ha conosciute un po' così, un altro mio amico pure: 'Più sono vecchie, più sono disperate, più vogliono subito fare sesso'.
Carini eh, 'sti ragazzi. Meno male che ci ha pensato un'altra mia amica a rassicurarmi: dopo mesi di sì e no, e sì e no, sta uscendo con un ragazzo incontrato su Tinder. Un medico. Nonostante la sbronza colossale del primo appuntamento (4 gin tonic a testa, a stomaco vuoto, per poter affrontare la serata), il secondo è rientrato negli standard della normalità: cena e cinema. Lei pare contenta. Vedremo gli sviluppi.
Nel mio caso, anche se OkCupid ha fama di essere un sito più 'serio' dell'app Tinder, ho fatto il madornale errore di rispondere alla domanda: 'contattami se....' con 'se puoi insegnarmi qualcosa di nuovo'.
Manco sto a dirvi che in tempo zero è partita la giostra della volgarità. Vi ricopio solo due dei più 'educati' messaggi che ho ricevuto: 'I could teach you tennis... Or golf... Or ummmm...' [lo so, lo so, me la sono cercata], 'I can teach you to cook real Asian food. Or something else... ahah joking' [sparati].

La terza modalità è, soprendentemente, forse la più comune: ho quasi 30 anni, mi voglio sistemare, mi serve un partner.
Il punto, credo, del successo dell'online dating in Inghilterra sta proprio qui. Conoscersi su internet dà risposta alla cruciale domanda: come si incontrano possibili fidanzati e fidanzate? A casa mia, in Italia, di solito succede tramite amici di amici.
Qui non funziona proprio così. I ragazzi non si avvicinano a parlarti con facilità come succede in Italia.
Eppure a un certo punto scatta una molla, parte il conto alla rovescia, e si dà un colpo di accelerata per raggiungere l'OBIETTIVO, il goal più importante: avere un lavoro di successo, un partner e un figlio. Entro i 30 anni, ovviamente, altrimenti sei un fallito [ma ci rendiamo conto!]
Lo so che sto generalizzando ma vi giuro che, per lo meno qui a Oxford, questo è un pensiero molto comune, per esempio tra i miei colleghi che hanno tra i 20 e i 30 anni e sono già sposati, fidanzati, proprietari di case e così via [che paura].

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Che succede dunque se sfiori i 30 e il lavoro ce l'hai ma il moroso no?
Pronti via: si va online.
L'ha fatto una mia collega, 25 anni. Ha conosciuto lui, 27 anni, su un sito di online dating a pagamento (!). Si vedono da due mesi, solo il sabato perché lui abita a un'oretta da qui. Dopo 3 settimane, ovvero dopo 3 sabati e quindi dopo soli 3 giorni, lei mi ha detto: 'Lo voglio sposare'.
Dopo un mese e mezzo ha conosciuto i genitori di lui. Dopo che ha conosciuto i genitori di lui ha cinguettato raggiante: 'Penso che lui voglia proprio sistemarsi'.
Non crediate che io abbia nascosto il mio stupore. Ma lei niente, è partita per la tangente. Che poi in amore se non si parte per la tangente c'è qualcosa che non va. Eppure queste modalità, questa fretta, non mi convincono. Non mi piacciono.

Tornando alla mia esperienza, la maggior parte dei messaggi che ho ricevuto rientrano proprio in questa terza categoria: ho quasi 30 anni, il tempo dei giochi è finito, lavoro da quando ne ho 21 (un fattore importante nel desiderio di metter su famiglia è quello dell'occupazione giovanile, più alta che in Italia) e mi voglio accasare.
Ho ricevuto parecchi messaggi di ragazzi che mi chiedono subito di vederci per un drink o un caffé, che fanno complimenti non scontati, che si sforzano per scovare gli interessi che abbiamo in comune.
Ma dove siete stati, mi chiedo a questo punto, in questo anno e mezzo, tutte le volte che sono uscita di casa, andata al pub, o a ballare, o vi ho incrociato per strada, al lavoro, o all'università?

Non c'è che una spiegazione, mi viene da dire: per una popolazione che è timida in fatto di socializzazione come quella inglese, l'online dating è perfetto.
'Perché sforzarsi per parlare con qualcuno quando è una perdita di tempo già in partenza? Grazie ai profili online si può eliminare chi non ci piace fin dall'inizio, o chi con noi non c'entra niente, così si dedicano sforzi e attenzione solo se ne vale la pena' [giuro che mi è stata detta questa frase da una ragazza inglese di 26 anni].
Certo, come se il fatto che a entrambi piaccia mangiare coreano sia garanzia di 'finché morte non ci separi'.
C'è qualcosa di oscuro dietro questo online dating, che va al di là della sociologia e della psicologia spiccia. Suppongo si chiami bisogno di amore, o di attenzione, e forse è ora di accettare che alle nuove generazioni piaccia così. A me però, che mi piace socializzare di persona, e scriteriare di persona, non mi convince ancora. E voglio capire perché. Secondo me voi italiani penserete che tutta questa storia dell'online è una follia. O forse no?

(Mi sono dimenticata di dirvi che a tutti i messaggi di cui vi ho parlato, io non ho riposto MAI.
Tranne che a un ragazzo. Che esperimento sarebbe dopo tutto, se non uscissi con nessuno?
Con lui, quindi, ci sono uscita, anche se all'inizio mi sembrava un mormone vegetariano. Di vero, per ora (grazie a dio, sic!) c'è solo che è vegetariano, che potrei anche passarci sopra (ma le abbuffate di pesce scusa...?).
Quanto al resto, dovrete aspettare la prossima puntata).

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