Gufi da Hogwarts

9 Giugno Giu 2014 2056 09 giugno 2014

Online dating: questione di nastro adesivo

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Si sa, mai fare promesse. Quando mesi fa vi avevo promesso un nuovo post sul fantomatico tema dell’online dating non sapevo che in men che non si dica avrei perso la voglia di raccontarvelo.
Scrivere è così, ti viene o non ti viene. Credo per altro che sia stata proprio la mia quanto meno poco ispirante esperienza con l’online dating a farmi passare la voglia di raccontarvela.
Più che altro mi sono trovata a fare una cosa che giudicavo a priori come negativa, proprio l’atteggiamento sbagliato per iniziare una ricerca.
Provare però ci ho provato. Ma non credo che questo post possa avere valore statistico. Il fatto è che dopo essermi iscritta a Ok Cupid, e avere iniziato a ricevere messaggi da giovani e meno giovani uomini che volevano provare a conoscermi, alla fine sono uscita con uno solo.
Che è bastato, avanzato ed è finito dritto dritto nella spazzatura. Da qui è partita l’autoanalisi: sarà mica stata colpa mia?

Quindi, alla fine, in ritardo, ecco il mio racconto.

Lui si chiama A., è mezzo tedesco e mezzo americano, ha 27 anni – quasi 28 - come me. E' vegetariano, non fuma, non beve. E’ laureato in Storia delle religioni e ora prova a entrare in dottorato. Scrive per una rivista americana.
E’ belloccio, direi. Ha un buon odore. E’ estremamente gentile.
E fino a qua, ci potremmo anche essere. Perché allora l’ho visto solo quattro volte e poi ho smesso di rispondere ai suoi sms come una vera ragazzina antipatica? Vediamo.

1) Durante tutti e quattro gli appuntamenti abbiamo chiacchierato molto, quanto al bene, non saprei. Era un parlare per riempire i silenzi, per vedere se si poteva andare d’accordo, se si era compatibili. Ma una noia. Ve lo giuro.
Lo so che se esci con una persona che non hai mai visto nella tua vita il punto è cercare di conoscerla ma a me sembrava proprio di seguire un copione: cosa fai, musica, film, cibo preferito, racconto divertente.
Divertente, poi, è un parolone. A. non faceva mai battute, e se ne faceva, non mi faceva ridere. Poi al secondo appuntamento se ne è uscito con: 'Una coppia di miei amici vive vicino a casa tua, hanno un bambino, vorrebbero tanto conoscerti'. No.

2) Al primo appuntamento, e anche al secondo, ha insistito perché andassimo a fare una passeggiata al parco. Entrambe le volte era tardo pomeriggio e si stava facendo buio. E io onestamente al parco con uno sconosciuto di sera non ci volevo stare. La seconda volta dopo 15 minuti gli ho detto: ‘Si sta facendo buio, non voglio stare qui’. Lui non ha obiettato e mi ha portata a cena.
A. aveva anche il vizio di volermi accompagnare sotto la porta di casa. Che è una cosa carina ma io non volevo che vedesse dove abitavo perché dopo tutto chi era questo ragazzo conosciuto online qualche giorno prima...
Al quarto appuntamento, quando mi sono fermata per l'ennesima volta all'angolo della mia via per salutarlo, lui ha insistito: 'Ma sei sicura? Ma dove abiti di preciso?'. MA COSA VUOI. Vattene. Insomma, il parco e la porta di casa: forse sono pazza ma ho pensato che A. fosse un maniaco che volesse appostarsi sotto casa mia per uccidermi.

3) A. ha fatto un errore imperdonabile. Per ben 3 volte. Al secondo appuntamento è arrivato in ritardo perché gli si erano rotte le scarpe. Ok, tranquillo, ho detto io. Mi è di conseguenza caduto l’occhio sulle sue scarpe e mi sono accorta che A. stava indossando dei mocassini da uomo di pelle marrone, con la punta tutta avvolta nel nastro adesivo, marrone pure quello, per fare pandan.
Ma che diamine…? Al momento ho fatto una risata, alla fine era una soluzione di emergenza. Però..dai... un altro paio non ce l'avevi...? Va beh.
Poi però A. si è presentato con le stesse scarpe, il nastro adesivo tutto arrotolato sulla punta, al terzo, e pure al quarto appuntamento, che tra l'altro si stava andando a teatro. Questa cosa mi ha sconcertata talmente tanto che ho iniziato a chiedermi se fossi io ad avere un problema, se fossi una stronza superficiale che si basa solo sulle apparenze. Che appena incontro un uomo gentile penso che in realtà sia un maniaco, e siccome si è messo il nastro adesivo sulle scarpe secondo me è un po' babbo.
Ma che orrenda persona sono mai, cribbio?

Uscire con A., mi ha fatto riflettere: cosa c’è che non va in me per non avere trovato attraente uno che è bello, ha un buon odore, è gentile ed educatissimo? E’ stato davvero tutto un problema di nastro adesivo? Quanta acidità ci può essere in una sola donna di quasi 28 anni?
Poi ho capito, forse. Il problema non sono stati gli ingredienti ma come li abbiamo mixati.
Io e A., infatti, in quattro appuntamenti spalmati su 3 settimane, non abbiamo MAI flirtato.
A. non ci ha mai provato con me. Non mi ha mai sfiorata con un dito, non mi ha mai toccato per sbaglio la mano, non mi ha mai guardata come si dovrebbe guardare una che ti piace. E io neppure. Si stava lì a parlare per passare il tempo. Non c'è stato nessun bacio, e un solo abbraccio, forzatissimo. Una tristezza infinita, insomma.

E' proprio questo il punto che mi fa saltare i nervi riguardo all'online dating.
Due persone possono avere tutti gli interessi in comune che volete, due 'profili' che combaciano quasi perfettamente, essere persone piacevoli e intelligenti eccettera eccetera. Ma se la scintilla non scatta, signore e signori, non scatta.
Per quello nella vita siamo attratti dalle persone più svariate e diverse: ognuno di noi ha un 'tipo', un genere che tendenzialmente ci piace: moro o biondo, alto obasso, brillante o timido, sicuro di sé, commediante, o pulcino da salvare, e così via.
Quante volte però, alla fin fine, ci siamo ritrovati a sognare quel lui o quella lei 'che proprio non l'avrei mai detto, sai?'. E magari ci siamo pure fidanzati con questi amori improbabili, e siamo rimasti incollati per un bel po', che manco il nastro adesivo.
La vita va così, a chimica. Con buona pace della passione per il giornalismo, il cibo thailandese e tutti gli altri interessi in comune.
Diciamoci la verità: se ti capita di incontrare uno che ti piace (per davvero) online, vuol dire che ti è andata di culo, come quando ti capita di incontrare uno che ti piace per strada. E' tutta questione di momento giusto al posto giusto, e quindi anche di predisposizione personale.
Il fatto che io abbia pensato che A. fosse un maniaco e un babbo noioso, diciamo pure che sia stato perché all'online dating io non ero ben predisposta. E perché non era il momento giusto per incontrare qualcuno. Ciò non toglie che di chimica da condividere ne avessimo ben poca, e che quel match online di fatto non ci abbia preso proprio per niente.

Vorrei poter concludere dicendo che se uno ti piace per davvero, alla fine ti piace pure sapendo che sono due settimane che gira col nastro adesivo sulle scarpe. E invece no. Insultatemi come vi pare ma a questo, amici, non riesco proprio a passarci sopra.
La vita è tutta questione di feeling sì, ma anche di sapere quando, come e dove sia il caso di usare del nastro adesivo.

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