Hack & Sec

10 Novembre Nov 2017 0027 10 novembre 2017

A proposito delle 63 ragazze di Modena

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Oggi ho rilasciato una breve intervista radiofonica a proposito del caso delle giovani emiliane che hanno visto i contenuti della chat “piuttosto spinta” del loro gruppo finire direttamente diffuse su Internet. Immediatamente mi sono rammentato del primo post che ho pubblicato su questo blog “perché non avete paura?”. Questa domanda e diventata un vero leit-motif delle mie conferenze e interviste. Tuttavia in questo caso la ragione per cui 63 ragazze si scambiano materiale pornografico o quasi che le riguarda mi è chiara. In realtà la motivazione non è una soltanto. In primo luogo i genitori consegnano a un bambino, perché tra i 10 e i 12 anni si è dei bambini, uno degli strumenti più potenti che l’uomo abbia mai inventato e hanno l’assurda pretesa che il fanciullo impari a usarlo da autodidatta. Come dico sempre sarebbe come se nostro padre ci avesse messo in mano le chiavi di un’auto alla fine della quinta elementare e si fosse limitato a dirci: “Vai a farti un giro”. Una volta che si sono impossessati dello smart phone, i ragazzi “imparano” a utilizzarlo, senza però avere alcuna idea di quale sia il suo reale funzionamento e il contesto in cui si muovono. Apparentemente non gli succede mai nulla di veramente grave e quindi, incapaci di avere paura e in assenza di qualcuno che gli faccia notare che è possibile “scottarsi”, prendono sempre più confidenza con lo strumento e perdono completamente di vista la sua vera natura di sistema di comunicazione e quindi di "luogo pubblico". La loro naturale e giusta ingenuità finisce per diventare il peggiore nemico, così molti che iniziano come “giochi” finiscono per trasformarsi in tragedia (come in questo caso). Un altro grave “capo di imputazione” pende sulla testa dei genitori: sembrano essersi completamente dimenticati di essere proprio loro il primo e fondamentale esempio per i figli. Milioni di adulti dimostrano sui social network un rispetto per la propria privacy pari a zero. Di conseguenza per quale arcano mistero la loro prole dovrebbe avere un atteggiamento diverso? Si tratta di una domanda retorica, ma proviamo a vedere quali potrebbero essere le conseguenze concrete di un caso come questo. Tutte le immagini sono state pubblicate sulla Rete e sono state raggiungibili da chiunque per un tempo imprecisato. Questo significa che molto probabilmente appariranno in vari archivi di materiale pedofilo e pornografico. Se le chat sono state pubblicate integralmente significa che tutte saranno facilmente identificabili, una situazione tale da rendere raggiungibili e individuabili i soggetti a tutti i molestatori, stalker e maniaci della Rete e, credetemi, non sono pochi. Mi sembra quasi superfluo fare presente che nella migliore delle ipotesi saranno per anni oggetto di scherno, se sono fortunate, e forse nella loro futura vita lavorativa potrebbero incontrare qualche difficoltà. Ecco che quando i buoi sono scappati dalla stalla quel mondo oltre lo schermo, che appare tanto innocuo, si rivela terribilmente pericoloso. Le cronache parlano di ragazze in difficoltà nel confessare l’accaduto ai genitori, ma forse dovrebbero essere proprio questi ultimi a scusarsi con loro per avere mancato in uno degli aspetti fondamentali dell’essere madri e padri: proteggere i propri figli da loro stessi e dalla loro legittima ignoranza.

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